Fisco, semplificazioni e Bilancio, ecco i decreti del Governo Conte

Fisco, semplificazioni e Bilancio, ecco i decreti del Governo Conte

17 Ottobre 2018 0 Di Pietro Nigro
Fisco e pace fiscale, Bilancio 2019 semplificazioni, flat tax e reddito di cittadinanza: ecco i decreti approvati del governo Conte.

Fisco, semplificazioni e Def, ecco i decreti del Governo Conte

E’ il fisco uno dei punti più delicati del pacchetto di misure approvate dal Governo Conte nel Consiglio dei ministri del 15 opttobre, con le prime misure da introdurre per avviare la riforma della tassazione voluta in particolare dalla Lega.

Per farlo, si è scelta la forma del decreto-legge intitolato “Disposizioni urgenti in materia fiscale” presentato dal presidente Giuseppe Conte e del ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria. Ecco in breve le nuove disposizioni.

Rottamazione Ter – Il condono fiscale prevede che chi aveva già beneficiato della cosiddetta Rottamazione bis e ha versato almeno una rata, può ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate: per eempio non si pagano sanzioni e interessi di mora, ed è ppossibile rateizzare il pagamento dovuto fino a 10 rate, di pari importo e da pagare in 5 anni, con un interesse ridotto del 2% l’anno. Inoltre sarà possibile compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

Il decreto legge prevede anche una sorta di sconto, lo stralcio dei debiti fino a 1000 euro, ovvero la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro.

Ai fini della cosiddetta pacificazione fiscale, sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco: in particolare, quelle i carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea; le controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate; gli atti del procedimento di accertamento; gli atti dei procedimenti verbali di contestazione; le imposte di consumo.

Alcune novità riguardano la Fatturazione elettronica, che diventa obbligatoria dal 1 gennaio 2019: per i primi sei mesi, infatti, chi non riesce ad adeguarsi in tempo incorre in sanzioni che per i primi sei mesi saranno di importo ridotto. Inoltre, per esigenze di semplificazione, si consente di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono, e la relativa annotazione nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione, mentre viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti. Inoltre, si prevede che il versamento Iva viene ritardato fino al momento in cui la fattura viene incassata.

Il decreto legge dà l’avvio al Processo telematico anche per la giustizia tributaria.

Infine, si introduce si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle entrate. L’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio

Semplificazione, ecco le misure per la sburocratizzazione, la salute e le politiche attive del lavoro

Nelpacchetto di misure approvato ieri ci sono anche le “Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili”, inserite in un decreto legge predisposto dal primo ministro Giuseppe Conte.

E’ in questo decreto che sono contenute le misure che riguardano in particolare la Cassa integrazione e il lavoro.

Viene prorogata al 2018 e 2019 la Cassa integrazione straordinaria per riorganizzazioni o crisi aziendale delle imprese con più di 100 dipendenti che abbiano problemi occupazionali. La cassa integrazione può essere concessa per 12 mesi per riorganizzazione aziendale e sei mesi per il caso di crisi.

Il trattamento di mobilità in deroga, invece, viene concesso per 12 mesi a favore di quei lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018 a condizione che a questi lavoratori siano applicate misure di politica attiva. La stessa misura si applica ai i lavoratori dell’area di Termini Imerese e Gela che godono di tale trattamento dal 2016.

Con il decreto, poi, si avvia la riforma della governance dell’Agenzia nazionale per il lavoro (Anpal), viene abolito il libro unico del lavoro, si introducono semplificazioni per il rapporto biennale del personale, le imprese dello spettacolo, le procedure di deposito dei contratti collettivi, in materia di appalti e di gestione previdenziale separata.

Il secondo capitolo del Decreto riguarda invece le misure intgrodotte per stimolare e sostenere lo sviluppo economico del Paese. Alcune semplificazioni riguardano in particolare le imprese agro-alimentari, le start-up e le piccole e medie imprese innovative e gli incubatori, ma anche gli oneri di ifnromazione delle imprese, lòe procedure di costituzione di società di capitali.

Viene poi regolarizzata la blockchain, con la definizione dei registri distribuiti, viene previsto un apposito fondo di venture capital di Cassa Depositi e Prestiti il cui compito sarà di investire nelle startup innovative, e un fondo blockchain per utilizzare questa tecnologia a sostegno del made in Italy.

Il decreto contiene anche la cosiddetta norma “Bramini”, che introduce norme a tutela di chi ha debiti nei confronti delle banche ma vanta crediti nei confronti dello Stato.

Sempre in materia di semplifiazioni, si rende più agevole la circolazione degli immobili oggetto di donazione, si semplificano le esenzioni in materia di invenzioni dei ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca.

Apposite norme sono volte poi a realizzare una maggiore equità nel settore delle Rc auto, con canoni differenziati rispetto al territorio, e si eliminano i vincoli di trasferimento della polizza da un assicuratore a un altro.

Il Decreto interviene anche in materia di salute, prevedendo transazioni con le aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica, l’incompatibilità dei commissari delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario, l’istituzione della Anagrafe nazionale vaccini, con l’obiettivo di monitorare i programmi vaccinali sul territorio e l’istituzione del fondo per la riduzione delle liste d’attesa.

TAGLIO AGLI SPRECHI E AI COSTI DELLA POLITICA

Si riducono i costi della politica nelle Regioni a statuto ordinario, speciale e nelle province autonome, mediante il calcolo contributivo dei vitalizi derivanti da mandato elettivo regionale. Inoltre, si prevede il blocco del trasferimento dei fondi per i vitalizi alle regioni che non ne prevedano l’abolizione.

 

Ecco la manovra di bilancio del governo Conte per il 2019

Ma è sul bilancio che si concentrano le norme più attese, quelle che dovranno poi essere presentate al Parlamento e a Bruxelles per il controllod el patto di stabilità da parte della Commissione europea.

Il Governo Conte ha infatti approvato il disegno di legge con il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021, 

predisposto dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria.

Viene dunque avviata l’introduzione dei Reddito di cittadinanza, una misura universale di sostegno al reddito, quantificata in 780 euro destinati a crescere in base alla composizione del nucleo familiare, e della Pensione di cittadinanza, con l’aumento delle pensioni minime fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è.

Verrà poi introdotta la Flat tax per partite Iva e piccole imprese: per iniziare si estendono le soglie minime del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15 per cento. Si taglia dal 24 al 15 per cento la Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabile. Viene introdotta una Flat tax, una cedolare fissa pari al 21 per cento sui nuovi contratti di affitto, anche commerciali, come i capannoni.

In materia di pensioni, ai fini del supermanento della legge Fornero, si abrogano i limiti di età per i pensionamenti previsti e si introduce la cosiddetta “quota 100”, che permetterà di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Per le donne si proroga la “Opzione Donna”, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.

Si introducono incentivi fiscali – la cosiddetta Ires verde – per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni.

Risarcimento per le vittime delle crisi bancarie – Si prevede di finanziare con ben 1,5 miliardi il fondo per il risarcimento delle vittime delle crisi bancarie, che viene così ampliato di 14 volte rispetto a prima.

Ai fini del rilancio degli investimenti pubblici si stanziano 15 miliardi aggiuntivi, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico, dell’efficientamento energetico, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d’investimento.

Per aumentare gli organici di forze dell’ordine e magistratura si prevede un Piano di assunzioni straordinario dotato di 500 milioni di euro, in modo da assicurare ai cittadini maggiore sicurezza, processi civili e penali più rapidi e una Pubblica Amministrazione più efficiente.

Si torna a parlare anche di Spending review, reintroducendo una Task force per la revisione di tutta la spesa pubblica. Il team analizzerà nel dettaglio ogni singola voce di spesa nel bilancio dello Stato per intervenire sugli sprechi ed efficientare la spesa dei vari apparati dello Stato. In generale, con il taglio agli sprechi e gli obblighi di acquisto tramite Consip si punta a recuperare fino a 2 miliardi di euro.

Sarà poi progressivamente portato a zero il finanziamento del fondo pubblico per l’editoria e si interviene sulle pensioni d’oro, quelle sopra i 4.500 euro mensili, in modo da rimodulare i trattamenti pensionistici più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati.

Altri interventi riguardano la Riduzione delle spese militari a cui saranno sottratte le risorse necessarie per la riforma dei Centri per l’impiego, l’incremento del Fondo per il servizio civile, l’istituzione di un fondo da 50 milioni di euro per i provvedimenti regionali miranti a ridurre le liste d’attesa e l’istituzione di un Cup nazionale, un Centro Unico di Prenotazione digitale che sarà anche trasparente per evitare abusi e frodi. Sempre per le regioni si stanziano 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni saranno attribuiti alle regioni per la spesa farmaceutica.

Si stanziano i fondi necessari a una profonda riforma della formazione tecnica e professionale, in modo da tornare a formare professionisti e tecnici sempre più richiesti nel settore dell’industria e della moda e si prevedono sgravi fiscali per tutte le imprese che assumeranno un manager dell’innovazione altamente qualificato.

Saranno stanziati più fondi per rilanciare Italia.it e trasformarlo in sito per la promozione del made in Italy e sarà potenziato il fondo per il microcredito alle imprese che sarà raddoppiato.

Infine, si prevede l’abolizione del numero chiuso nelle facoltà di medicina.