Governo, nel giorno dei colloqui del presidente incaricato deflagra il Centrodestra

Governo, nel giorno dei colloqui del presidente incaricato deflagra il Centrodestra

24 Maggio 2018 0 Di Marino Marquardt

Consegna del silenzio ai suoi da parte di Silvio Berlusconi. Conte riceve ufficialmente il sostegno del M5s e della Lega. Ma intanto il Centrodestra rischia di esplodere, insieme alle giunte locali.

Governo, domani Conte riferirà al Capo dello Stato. Resta il nodo della nomina di Savona

Un parto laborioso, tra tensioni, irritazioni, sussurri e grida.  Si lavora alla nascita del nuovo Governo sull’eco del clamore del Big Bang registrato nel Centrodestra al termine del colloquio tra la delegazione di Forza Italia e il Professor Giuseppe Conte.

Ed è questa la notizia del giorno che oscura l’esito scontato delle consultazioni del presidente incaricato. Silvio Berlusconi impone ai suoi la consegna del silenzio. Scelta irrituale tesa a celare l’agonia del Centrodestra. E’ guerra tra il leader della Lega Matteo Salvini e il Condannato riabilitato. E’ rottura totale tra le parti.

In serata a Palazzo Grazioli – tra gli intimi – si consuma lo psicodramma sull’impotenza del Padrone, sui soldi del Ricco che questa volta non consentono di acquistare uomini e Leggi.

Protocollo osservato, domani nuova puntata di quella che ormai appare come una storia infinita. Il presidente incaricato risalirà al Quirinale per sciogliere la riserva. Non si esclude un ennesimo colpo di scena, sul tavolo la lista dei ministri includente il contestato Professor Paolo Savona. Una mina vagante…

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi lavorano alla costruzione del partito comune

Intanto, dall’opposizione che non c’è, i Due continuano a flirtare. Silvio Berlusconi e Matteo Renzi ormai in pubblico parlano la stessa lingua, non si nascondono più e mettono in vetrina la stessa povertà culturale, politica e intellettuale.

Stanno costruendo una casa comune, il Ragazzo di Rignano e il Delinquente abituale (un processo a carico per corruzione di testimoni e sei in nuce con la stessa accusa).

Non sarà un partito, sarà un cimitero politico a giudicare dalla materia prima che useranno, dagli uomini che impiegheranno e dalla bramosia del potere che li ispira.

L’annuncio sarà dato in occasione della prossima Leopolda.

E’ una storia, una manfrina che si trascina da tempo di fronte alla quale colpisce il fragoroso silenzio delle minoranze interne del Pd.

Il Becchino del Nazareno sta quindi per dismettere i lugubri panni del necroforo per indossare quelli del rianimatore. Di se stesso, dell’Immarcescibile di Arcore e di Forza Italia destinata ad una nuova operazione di plastica facciale dopo quelle eseguite in occasione della nascita del Pdl e della successiva resurrezione forzista.

In questo scenario, l’interrogativo è d’obbligo: cosa ne sarà del Pd? Si scioglierà, si dividerà, sopravviverà in seguito all’uscita dell’ex Capo Scout, parte di esso seguirà la nuova avventura dell’impettito Giovanotto, le attuali minoranze si compatteranno cercando un ricongiungimento con Leu per dar vita a una nuova Sinistra? Mah! Tutto è in nuce…

Formigoni forse fuori del condominio. Il Pm chiede per lui condanna a 7 anni e mezzo

Una ennesima casa moderata nella quale difficilmente potrà trovar posto il Celeste Illibato Roberto Formigoni. Nel processo d’appello sui soldi della Sanità alla Maugeri i Pm hanno chiesto per lui la condanna a 7 anni e mezzo di reclusione. Ma non è del tutto detto che il Celeste possa essere escluso dal nascente condominio. In certi ambienti – là dove le condanne sono medaglie e fanno curriculum – biglietti da visita come quelli di Formigoni fungono da prestigiosi passepartout…