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Il Senato promuove Giuseppe Conte e il suo Governo. Maggioranza schiacciante

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Via libera di Palazzo Madama al primo Esecutivo pentaleghista: 171 voti a favore, 117 contrari e 25 astenuti. Nel dibattito giganteggiano il capo del Governo Conte e Liliana Segre.

Per il Governo Conte battesimo dell’Aula all’insegna della sicurezza e della compostezza

Il presidente del Consiglio Conte parla al Senato durante la discussione sulla fiducia (ph. Ansa).
Il presidente del Consiglio Conte parla al Senato durante la discussione sulla fiducia (ph. Ansa).

Battesimo dell’Aula all’insegna della sicurezza. Il Professor Giuseppe Conte smentisce tutte le riserve sul suo conto espresse da opinionisti e politologi e dimostra di poter recitare con disinvoltura e autorevolezza il proprio ruolo di Capo di Governo. In Italia e all’Estero.

Al termine di una lunga giornata il Governo Conte ottiene la fiducia con 171 voti a favore, 117 contrari, 25 astenuti. Un risultato che va al di là di ogni più rosea previsione.
Piuttosto noioso il copione proposto dall’Aula di Palazzo Madama con un dibattito tutto sommato sereno e con le opposizioni chiamate ad eseguire con svogliatezza ruggiti circensi.
Attori gli Zombies del Pd e i pezzi del Centrodestra diviso in tre.
Da una parte la bile di Matteo Renzi, il senatorino con pronta la valigia da emigrante in cerca di soldi all’Estero e dall’altra parte la recitazione a pappagalla di Licia Ronzulli. La pochezza politica, intellettuale e culturale del Pd e di Forza Italia si specchiano nell’Aula di Palazzo Madama; un’Aula in cui Piero Grasso, Leader di Leu, ha dettato il testamento della Sinistra, la stessa Aula in cui Ignazio La Russa – Fratelli d’Italia – è apparso uno dei più lucidi tra quanti sono intervenuti.

La senatrice Liliana Segre commuove l’Aula

Un’Aula in cui ha brillato il toccante intervento della senatrice a vita Liliana Segre e in cui hanno giganteggiato lo stile, le parole e le lucide argomentazioni del premier Giuseppe Conte, puntuale nell’esporre il programma, pignolo nel rispondere in occasione della replica a tutte le obiezioni.
Conte espone le priorità del suo Governo secondo quanto previsto dal contratto sottoscritto tra M5s e Lega.
Un premier autorevole e con le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano in Europa. Un premier che tra l’altro ha escluso l’uscita dall’Euro. Altro che robottino telecomandato…
Apprezzato all’unanimità l’intervento della Senatrice a vita. “La scelta più coerente rispetto alla fiducia a questo governo credo sia l’astensione: poi valuterò volta per volta le scelte dell’esecutivo, senza pregiudizi ma solo nell’interesse del popolo italiano”. dice Liliana Segre annunciando le sue intenzioni di voto sulla fiducia al governo. Standing ovation unanime e commossa quando la Segre ha ricordato le leggi razziali e la sua esperienza da deportata.
Sono i flashes più significativi delle ore che hanno preceduto il voto di fiducia al Governo gialloverde nell’Emiciclo di Palazzo Madama.
Una giornata che si è chiusa con la scontata fiducia accordata a Conte e alla sua squadra di Governo.
Domani, mercoledì, si replica alla Camera.
Una volta archiviate le ultime formalità, da giovedì sarà d’obbligo rimboccarsi le maniche. Al lavoro col “contratto” bene in vista. Vi sono riforme a costo zero, altre a costi altissimi. Guai a sbagliare nel far di conto. E guai a sbagliare la partenza. In tanti aspettano il Governo gialloverde al varco. E in tanti sono curiosi di scoprire che parte avranno – se li avranno – gli interessi di Silvio Berlusconi nelle scelte del Governo. Il reale rapporto di forza tra Berlusconi e Salvini è del resto tutto ancora da scoprire…