Internet day, quando l’Italia scoprì il web

Internet day, quando l’Italia scoprì il web

30 Aprile 2016 0 Di Miranda Parrini

Tecnologia, Internet Day 2016: l’anniversario del giorno in cui l’Italia scoprì la rete. Trent’anni fa, dal Centro universitario di calcolo elettronico del Cnr di Pisa partì il segnale che raggiunse la Pennsylvania attraverso la rete satellitare Satnet.

Internet day, quando l’Italia scoprì il web

Trent’anni fa, oggi, fu Internet day: l’Italia si collegò on line per la prima volta, da Pisa: all’ombra della torre pendente partì il segnale, inviato dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr-Cnuce, e arrivò in Pennsylvania, alla stazione americana di Roaring Creek, attraverso la rete satellitare atlantica Satnet e con la stretta collaborazione e la lungimiranza dei ricercatori e pionieri del web.

Oggi le imprese tecnologiche e digitali, e in particolare l’ecosistema delle startup innovative, non esisterebbero senza quel primo collegamento alla Rete Internet. Fu un progetto destinato a cambiare, e in molti casi stravolgere, la vita di tutti noi. Ma questo importante avvenimento del 30 aprile 1986 compare nelle notizie  in un dispaccio Ansa del 1990. Il web nasce nel 1991. E solo nel 1994 VideoOnLine inizia a vendere l’accesso alla Rete, dando il via alla rivoluzione digitale.

Proprio per questo il 30 aprile 2016 si è celebrato “Italian Internet Day” promosso dal Governo Renzi, in occasione del 30esimo anniversario della prima connessione, l’evento ha coinvolto tutta l’Italia, dove si sono tenute iniziative in scuole, enti pubblici e con una celebrazione a Pisa dove tutto ebbe inizio.

I riflettori dell’attenzione nazionale si sono accesi forse come non mai su questa città: a Pisa il 29 aprile, è stata ricordata l’attivazione del primo nodo della rete con l’apposizione di una targa a Palazzo Venera, in via Santa Maria 36, l’allora sede dell’Istituto Cnuce, alla presenza del rettore dell’Università Massimo Augello, del sindaco Marco Filippeschi, del direttore del Cnr di Pisa, Domenico Laforenza, e del professor Luciano Lenzini, uno dei principali artefici di questo importante successo italiano e pisano. L’evento è proseguito nell’area di ricerca del Cnr, con la partecipazione anche degli altri pionieri di quel collegamento come Antonio Blasco Bonito, Gianfranco Capriz, Marco Sommani, il presidente del Cnr nazionale Massimo Inguscio, l’ex direttore del Cnuce Stefano Trumpy ed il fondatore di Tiscali Renato Soru, alla presenza del ministro Stefania Giannini e con un collegamento video con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che pur avendo annunciato che sarebbe venuto a Pisa, invece si è accorto all’ultimo momento che non sarebbe stato possibile a causa del programmato incontro con il vicepresidente statunitense Joe Biden.

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, dal palco dell’auditorium dell’area Cnr di San Cataldo, interviene ricordando l’antica e perenne vocazione di città della scienza, che ha fatto impresa e che per sostenere questa forza serve investire in alta formazione e ricerca per il futuro, parole che Filippeschi ribadisce quando aggiunge:

Investiamo i fondi europei che non trovano impiego concentrandoli sull’innovazione digitale, con coraggio. Con lo stesso coraggio dimostrato per rilanciare i porti e le infrastrutture per la logistica. Ogni posto di lavoro qualificato dell’Ict, come sappiamo, ne crea molti altri in un habitat urbano come il nostro che ha già qualità speciali di bellezza, vivibilità e cultura. A Pisa abbiamo visioni e competenze, progetti, che indicano una strada nuova – prosegue nel discorso il Sindaco dicendo che – qualche giorno fa ha fatto piacere sentire il presidente Matteo Renzi, alla Piaggio, usare il termine Arno Valley. Per questo dico: non abbandoniamo un’ambizione fondata. Perché abbiamo tutti i fattori di crescita che servono e una grande visibilità internazionale, lungo il corso dell’Arno, tra Pisa e Firenze, c’è un’area metropolitana dell’innovazione, fatta anche di tante imprese giovani. Dico al presidente Enrico Rossi e al Governo: investiamo su questa realtà e sulle infrastrutture digitali». Questo appello è dato anche dalla forza e dall’esempio di Pisa dove grandi scuole, uomini e donne hanno costruito e tradotto la ricerca di base in esperienze, modelli, ingegnerie ed eccellenze internet day pisa dell’Università, della Scuola Normale, della Scuola Sant’Anna e dei centri di ricerca, oltre alla presenza di giovani talenti.

Tutto questo serve ad alimentare l’ecosistema virtuoso dell’innovazione tra imprese e università, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie ad alto valore aggiunto a sostegno della Società Connessa. Tra l’altro sono 66 i giovani che hanno firmato il proprio progetto di tirocinio in 22 Camere di Commercio e salgono così a oltre 250 i tirocini attivati su tutto il territorio italiano dall’avvio del progetto “Crescere in digitale”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e attuato da Unioncamere in partnership con Google.

Nell’auditorium del Cnr dove si svolge la celebrazione, mentre i giornalisti ascoltiamo i vari interventi, sugli smartphone e tablet via Internet viaggiano notizie e immagini dei disordini della manifestazione di protesta, che si verificano ai cancelli del Centro ricerche, nella zona blindata da centinaia di poliziotti e carabinieri in tenuta anti sommossa, le principali strade d’accesso chiuse al traffico, di oltre 600 persone che scandivano slogan contro il governo.

Sono dispiaciuto – ha detto Matteo Renzi – per contestazioni francamente incomprensibili… Stiamo discutendo di come Internet possa aiutare il Paese a creare competitività. È una di quelle cose su cui non ha proprio senso litigare”.

Ma le contestazioni sono rivolte alle politiche del Governo, non allo sviluppo di Internet. Ed ecco che, in contemporanea, tutte le reti radiotelevisive danno la notizia che grazie al Jobs Act, la disoccupazione scende e aumentano i posti di lavoro, sembra che la manifestazione del sindacalismo di base svoltasi a Pisa, trovi coincidenza con le imponenti manifestazioni in Francia contro la riforma del lavoro del governo Valls, ispirata a quella di Renzi.

Il premier è stato per alcuni minuti in videocollegamento con la platea dell’auditorium, dove il Governo era rappresentato dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

Se …0 il tema è quello della ricerca, la risposta sta in 2,5 miliardi in più di risorse che andranno a tutti i settori prioritari collegati per la prima volta in maniera sistematica ad Horizon 2020 – ha precisato Giannini ai giornalisti.

Tutto questo, assieme all’annuncio di una previsione di “6 mila ricercatori”, rappresenta, per Giannini “una risposta molto sintetica e molto concreta”.

Nel proseguo della celebrazione dell’Italia Internet Day, è intervenuta la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni.

Quel giorno di trent’anni fa si apriva un capitolo nuovo e appassionante per la storia delle comunicazioni nel nostro Paese proprio qui a Pisa. La Toscana intera vive questa ricorrenza con emozione e con orgoglio – prosegue –  quell’esperimento ha consentito al nostro Paese di essere coinvolto in una rivoluzione digitale che ha avuto conseguenze epocali: ciò che è avvenuto nell’aprile del 1986 a Pisa, dove sono presenti università e centri di ricerca di eccellenza, ci insegna quanto importante possa essere la ricerca per l’innovazione”.