Intesa bipartisan sul revenge porn, la legge passa alla Camera

Intesa bipartisan sul revenge porn, la legge passa alla Camera

02 Aprile 2019 0 Di Pietro Nigro

L’emendamento sul Revenge porn approvato all’unanimità alla Camera entra nel Disegno di legge Codice rosso sulla violenza domestica.

Intesa alla Camera, nasce il reato di Revenge porn

Una larghissima intesa tra maggioranza e opposizione quella andata in scena oggi alla Camera e che ha portato l’Aula ad approvare all’unanimità il reato di Revenge porn, cioé di pubblicazione on line di video e foto hard per vendetta.

Il Revenge porn è stato introdotto la scorsa settimana sotto forma di emendamento di Federica Zanella (Forza Italia) al disegno di legge “Codice rosso” sulla violenza domestica e di genere. Ma sin dal suo apparire ha provocato un acceso scontro in aula e il irnvio dell’esame della legge.

Alla ripresa dei lavori oggi la relatrice del provvedimento Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle ha presentato un nuovo emendamento della Commissione, che è stato condiviso da tutte le forze politiche ed approvato all’unanimità, con 461 voti a favore e nessun contrario. L’esito del voto è stato accolto da un applauso, con i deputati Fi e Pd tutti in piedi a battere le mani.

E’ una vittoria delle opposizioni“, esulta Laura Boldrini, mentre Federica Zanella di Fi puntualizza che il testo riprende quello a sua firma “aggiungendo il reato di divulgazione e l’aumento di pena per le condotte realizzate ai danni di disabili“.

Nei giorni scorsi avevo auspicato che tutti i Parlamentari – donne e uomini, di maggioranza e di opposizione – potessero ritrovarsi uniti nel votare a favore di un testo che punisce il ‘revenge porn’ – ha scritto su Fb il presidente del Consiglio Giuseppe Contela diffusione di video e immagini a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso della persona interessata. Si è appena conclusa la votazione alla Camera dei deputati: 461 voti favorevoli, nessun voto contrario. Bella testimonianza da parte di una nostra fondamentale Istituzione!“.

Revenge porn, reato punito con pene da uno a sei anni

IOl reato di Revenge porn entra a far parte del “pacchetto” sulla violenza domestica e di genere che è composto dal disegno di legge del Governo (C. 1455), cosiddetto “Codice rosso”, e delle proposte di legge di iniziativa parlamentare ad esso abbinate (C. 1003, C. 1331 C. 1403 e C. 1457 e C. 1534), volte a introdurre ulteriori disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Il testo, così come risultante dall’esame in sede referente, si caratterizza per l’individuazione di un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e interviene sul codice di procedura penale al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento penale nonché accelerare l’eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime.

Inoltre il testo incide sul codice penale per inasprire le pene, introdurre aggravanti e individuare nuove fattispecie di reato in relazione alle condotte attraverso le quali può esercitarsi la violenza domestica e di genere.

L’emendamento sul “Revenge porn“, approvato in Assemblea introduce nel Codice penale l’art. 612-ter, volto a punire la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate.

In base al testo proposto dalla commissione, “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro“.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici“.

La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale”. Si procede tuttavia d’ufficio quando i fatti sono commessi nei riguardi di persona in stato di inferiorità fisica o psichica o di una donna in gravidanza, “nonché quando il fatto è commesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio“.

Castrazione chimica, ritirato l’emendamento: la Lega proporrà una legge

E’ stato invece ritirato l’emendamento della Lega che puntava a proporre la castrazione chimica. La Lega ne farà un progetto di legge specifico. Ad annunciare il ritiro dell’emendamento, la ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno.

Noi della Lega avevamo chiesto di aggiungere con un emendamento quella che nel linguaggio tecnico viene definita la castrazione chimica, che non è altro che un trattamento farmacologico volontario e reversibile, già previsto in altri Paesi. Siamo consapevoli che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dai Cinque Stelle. Abbiamo, quindi, deciso di ritirarlo – ha detto BongiornoOra, infatti, abbiamo una priorità: quella di mandare avanti compatto questo governo“.

La Lega ritiene che una norma sulla cosiddetta castrazione chimica per i colpevoli di violenza sessuale sia “utile”, per questo “farà parte di un nuovo ddl che presenteremo“. Si tratterà di un “trattamento farmacologico, volontario, reversibile, come già previsto in altri Paesi“, ha spiegato la Bongiorno.

Oggi è una giornata troppo bella, troppo importante per le donne per perderla in polemiche su emendamenti e litigi. Uno stupratore non solo va incarcerato ma va curato. Andremo avanti ma ne parleremo più avanti .- ha detto a sua volta il vicepremier Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti alla Camera – Proprio oggi abbiamo presentato una proposta di legge sulla commissione d’inchiesta sulle case famiglia“, aggiunge.

Qui il video della votazione sul Revenge porn.