La crisi dei circhi in Italia, primo rapporto Censis – Lav

La crisi dei circhi in Italia, primo rapporto Censis – Lav

22 Febbraio 2017 0 Di Francesca Pierpaoli

E’ stata presentata a Roma oggi la ricerca “I circhi in Italia“, realizzata dal Censis e commissionata dalla Lav in attesa della legge di riforma del settore, che manca dal 1968.

Dai risultati emerge che il circo con animali è in estrema difficoltà: il settore, infatti, mostra una marcata flessione del numero di spettacoli circensi: – 10,9% (dal 2010 al 2015 il numero di spettacoli è sceso da 17.100 a 15.242). Il numero di partecipanti, seppure in modo minore, registra anch’esso dal 2010 al 2015 una riduzione del – 5,1% passando da 1.155.182 a 1.096.695 di pubblico.

Circhi in Italia, è crisi profonda

L’indagine è stata commissionata dalla LAV, in vista dell’auspicata approvazione della riforma sullo spettacolo dal vivo contenuta nel Disegno di Legge 2287-bis del Governo. Questo Disegno di Legge prevede la graduale dismissione degli animali dai circhi ed è attualmente all’esame della Commissione Cultura del Senato, alla quale il prossimo 23 febbraio la LAV presenterà l’Indagine realizzata dall’Istituto di Ricerca Censis. Il settore è attualmente disciplinato da una normativa che risale al 1968, ormai non più in linea con il contesto socio-culturale attuale, che ha maturato una crescente sensibilità verso gli animali.

Il nostro Paese ha una tradizione circense che da molti anni si scontra con la sempre più convinta sensibilità collettiva verso gli animali e verso le loro condizioni di vita nei circhi, a cominciare dal rispetto dei più elementari bisogni etologici“, afferma la Lav. “Determinanti, in questi anni, le tante battaglie animaliste, con la LAV in prima fila: sensibilità e scelte che spiegano la forte disaffezione del pubblico verso gli spettacoli con animali. L’impiego di circa 2mila animali, non condivisibile da un punto di vista etico, ha un costo rilevante in termini di mantenimento, cura e trasporto, oltre che implicazioni davvero discutibili sul piano educativo”.

Le principali evidenze emerse dalla ricerca sono:

  • Cittadini più sensibili: spettacoli e pubblico in diminuzione, si afferma il Circo Contemporaneo, senza animali ma con grandi acrobati, sul modello Cirque du Soleil
  • Contributi pubblici in calo, maggiori assegnazioni alle nuove forme artistiche che non utilizzano animali.
  • Molte stime, poche certezze su numero e tipologia di circhi operanti in Italia: settore “liquido” e mutevole.
  • 2.000 animali detenuti nei circhi Italiani (stima LAV del 2010): dalle tigri ai rettili, dagli elefanti ai volatili, numeri in possibile crescita.
  • Ricollocare gli animali potenzialmente “dismessi”, è un’azione necessaria e un costo minore, rispetto agli attuali costi pubblici e privati del “sistema” circo con animali.
    L’impegno per la riconversione dei circhi in spettacoli senza animali potrebbe essere sostenuto attraverso l’accesso a fonti di finanziamento esterne, alcune delle quali già disponibili e immediatamente attivabili.

Di seguito uno schema dei risultati della ricerca

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