La Lega primo partito oltre il 30 per cento. Cinquestelle in caduta libera

La Lega primo partito oltre il 30 per cento. Cinquestelle in caduta libera

27 Maggio 2019 0 Di Marino Marquardt

…E come dovevasi dimostrare – dopo l’overdose della campagna elettorale, delle liti e delle sovraesposizioni mediatiche dei Leader – mai previsione fu più facile fare per i sondaggisti. Furono  vaticinii che – a giudicare dagli exit poll e dalle prime proiezioni – con molte probabilità risulteranno brillantemente azzeccati.

Prime proiezioni, Salvini sfonda il 30 per cento, Di Maio paga lo zerbinaggio al Leader leghista

Il quadro alla luce degli exit poll e delle prime proiezioni sembra già delineato nel momento in cui scriviamo.

E questa volta non ci sarà bisogno delle analisi del voto dell’Istituto Cattaneo per comprendere le ragioni delle scelte degli elettori, di quelli che oggi si son recati alle urne e di quelli che oggi le urne le hanno disertate.

Il M5s – dopo le legnate fatte registrare in occasione delle ultime Regionali – ha confermato di essere in caduta libera. Da prima a terza forza politica del Paese! Una sconfitta cocente figlia del mezzo flop del Reddito di Cittadinanza scritto con i piedi e veicolato ingannevolmente e figlia della confusione generata dai troppi paletti sistemati attorno ad esso; un crollo di consensi – questo dei Cinquestelle – frutto soprattutto dello zerbinaggio per mesi alla Lega, del voto SalvaSalvini e anche del recente avvitamento sul Decreto Sicurezza bis, un provvedimento legislativo che – come è noto – viola la legge del mare, le norme internazionali e l’imperativo categorico di salvare gente in mare. Un provvedimento – quest’ultimo – verso il quale i Cinquestelle si sono espressi con lingua biforcuta.

Essere nè di Destra nè di Sinistra non paga più

Defaillances – queste appalesate dalla Premiata Ditta Casaleggio-Di Maio – originate dall’assenza di una bussola valoriale. Non si può essere come sostengono Luigi Di Maio e compagnia bella né di Destra né di Sinistra.

Non si può essere né di Destra né di Sinistra perché – al di là delle vecchie forze politiche ritenute detentrici di queste categorie – sopravvive nelle persone il “sentire” di Destra o di Sinistra.

E sopravvive il differente “sentire” nonostante il seppellimento delle ideologie.

Sopravvivono Destra e Sinistra nel “sentire” comune in quanto i valori “epidermici” espressi “a pelle” da queste categorie appartengono alla natura umana. Solidarismo, egoismo, empatia, insensibilità verso il prossimo, generosità, avarizia… Si tratta di opposti modi di “sentire” il rapporto col prossimo, opposti modi di “sentire” che spesso trovano sbocco nelle forze politiche.

Si tratta di atteggiamenti di fronte ai quali Sigmund Freud avrebbe tirato in ballo il Complesso di Edipo positivo o negativo, a seconda dei casi.

Detto ciò, il pragmatismo senza una scala valoriale di riferimento al tirar delle somme non paga e genera soltanto equivoci. E i Cinquestelle stanno pagando il prezzo di ciò, la fuga degli elettori di Sinistra lo dimostra. I Cinquestelle hanno esaurito la spinta emozionale sulla quale avevano fondato i propri successi. Una spinta propulsiva corroborata anche dai “Vaffanculo” di Beppe Grillo, “Vaffanculo” che sembravano destinati a far crollare i templi…

Una legnata – questa riservata dagli elettori al M5s – alla quale peraltro non è estranea la Comunicazione i cui limiti sono apparsi evidenti.

E ora, incapaci di fare autocritica – vedrete – accamperanno nuove scusanti. Forse i Cinquestelle tireranno in ballo il mezzo flop delle precedenti Europee, un calo di voti rispetto alle Politiche 2013 che – ricordate? – suggerì a Beppe Grillo l’assunzione di robuste dosi di Maalox…

A questo punto l’ulteriore ridimensionamento dopo le recenti Regionali appare prodromico della estinzione prossima ventura. Difficile, quasi impossibile risalire la china senza una precisa bussola valoriale. Il tempo degli equivoci per il M5s è finito!

La ripresa del Pd frenata dalle influenze renziane

Sul fronte delle Opposizioni, non ha molto da sorridere Nicola Zingaretti per il risultato del Pd, Partito tuttavia in ripresa – si conferma seconda forza politica – nonostante risulti ancora inquinato da influenze renziane e nonostante appaia frenato da una inesistente iniziativa politica.

In seguito a questo responso elettorale – c’è da scommettere – alzerà i toni l’ex Capo Scout, il Furbetto di Rignano che continua a costruire castelli di sabbia e a lasciarsi andare in numeri cabarettistici in comizi di periferia. Le ultime clownerie nei giorni scorsi in occasione della manifestazione a sostegno della candidatura di Carlo Calenda, l’ex Ministro che sogna di prendersi il Pd. Renziate e calendate che elettoralmente non hanno giovato a Zingaretti & C. L’udire nuovamente le urla renziane dal palco hanno generato un effetto repellente in quegli elettori che avevano pensato di votare Pd. Eppure – se il Nazareno non fosse un litigioso condominio – con gli attuali numeri presenti in Parlamento, il Pd potrebbe avere la grande opportunità di rientrare in gioco…

Silvio si consola nell’Europarlamento, la Meloni sogna il Governo

Non ha motivo di sorridere Silvio Berlusconi ormai sulla via di un tramonto senza ritorno. A Lui resta la consolazione di fare la spola tra Bruxelles e Strasburgo…

Sorride Giorgia Meloni che ora sogna il Gopverno con Salvini. Un buon risultato, questo di Fratelli d’Italia, irrobustito dal boom della Lega da oggi primo partito italiano.

Restano fieramente impassibili gli interpreti de “La Sinistra” che si son dati un ruolo di pura testimonianza nel deserto della Politica. Voti di bandiera quelli raccolti.

In questo quadro è superfluo notare che il risultato – salvo imprevisti o clamorose conversioni piddine – finirà col marmorizzare l’attuale coalizione Governo. E’ quanto ha ribadito Salvini con Rosario in bella mostra in conferenza stampa. Champagne!

26/05/2019 h.24.00