Migranti, Lamorgese a Tunisi per tentare si fermare il business

Migranti, Lamorgese a Tunisi per tentare si fermare il business

21 Maggio 2021 Off Di Pietro Nigro

Il ministro Lamorgese in missione a Tunisi con il commissario UE Johansson: «Comune interesse dell’Italia e della Tunisia a smantellare il business criminale dei trafficanti di migranti»

Lamorgese a Tunisi: più flessibilità sui rimpatri, scambi informativi sui flussi via mare

Più flessibilità per i rimpatri, e scambi di informazioni tra Tunisi e Roma sui flussi di migranti via mare. Sono questi i due principi cardine della politica comune che l’Italia e l’Europa stanno cercando di concordare con la Tunisia per frenare e se possibile smantellare il business dei migranti. «Comune interesse dell’Italia e della Tunisia a smantellare il business criminale dei trafficanti di migranti». Lo ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che si è recata in missione a Tunisi insieme al Commissario europeo per gli Affari interni Ylva Johansson.

Le due hanno incontrato a Tunisi il Presidente della Repubblica, Kais Saied, e successivamente il capo del governo Hichem Mechichi, che mantiene anche l’interim del ministero dell’Interno.

Il motivo della missione Italia – Ue in Tunisia è presto spiegato: stando ai dati del ministero dell’Interno, sono più di 13.350 le persone arrivate sulle coste italiane da gennaio ad oggi, tre volte di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E il quindici per cento di questi arrivi erano tunisini, che è la principale nazionalità che arriva in Italia via mare.

Inoltre, ad alimentare i flussi di migranti, una crisi economica aggravata dalla pandemia Covid-19 e accoppiata a una lunga fase di crisi politica hanno fatto si che nel 2020 si raggiungesse il più alto livello di partenze dalla costa tunisina verso l’Europa dal 2011.

Per trovare una soluzione, e riuscire ad allentare la pressione migratoria verso l’ue, che si abbate in primis sull’Italia e su Pantelleria in particolare, è strategico trovare intese e collaborazioni soprattutto con la Tunisia e subito dopo con la Libia.

«Con la commissaria Johansson abbiamo affrontato questa seconda missione per poter finalmente tracciare insieme alle autorità tunisine le grandi direttrici politiche lungo le quali si dovrà sviluppare il partenariato strategico tra Unione europea e Repubblica tunisina», ha dichiarato il ministro dell’Interno, aggiungendo: «In questa cornice di amicizia e di solidarietà ho manifestato al presidente Saied e al premier Mechichi la vicinanza dell’Italia e dell’Unione europea che intendono continuare ad essere parte attiva per aiutare concretamente la Repubblica tunisina ad affrontare sfide molto complesse, prima tra tutte quella che riguarda il futuro dei giovani di questo Paese che legittimamente aspirano, come i loro coetanei europei, a soddisfacenti condizioni lavorative e di vita».

I colloqui di oggi infatti sono il secondo step dopo la prima missione congiunta Ue-Italia del 17 agosto scorso, che è servito a gettare le basi di un accordo complessivo di partenariato strategico tra l’Unione europea e la Tunisia.

E anche la commissaria ha confermato che l’intenzione dell’Ue è di trovare una intesa con la Tunisia, nonché con la Libia, per bloccare i flussi, ed anzi in un tweet si è detta “molto soddisfatta dei risultati del meeting di oggi con il presidente tunisino Kais Saled e con il premier Hichem Mechichi insieme alla ministra Luciana lamorgese. Discussioni costruttive sul supporto alla Tunisia per la ripresa dopo la pandemia”.

Dal lato tunisino il presidente Kais Saied ha sottolineato la necessità di “adottare un approccio globale” e non solo una strategia di sicurezza per affrontare la questione esaminando “le cause profonde, povertà e disoccupazione”, oltre a sostenere “le politiche di sviluppo nei paesi di partenza”.

Partenariato Ue – Tunisia per fermare i traffici e aiutare l’economia legale

Scopo del partenariato a cui si sta lavorando è di raggiungere un “pacchetto” di obiettivi che comprende il controllo dei flussi migratori irregolari, il contrasto alla rete criminale che sfrutta il traffico di esseri umani, lo sviluppo delle attività economiche legali, colpite anche in Tunisia da una crisi senza precedenti, e ampliamento dei canali regolari di immigrazione nell’Unione europea.

Come ha ribadito Lamorgese ai suoi interlocutori tunisini,  è «comune interesse dell’Italia e della Tunisia a smantellare il business criminale dei trafficanti di migranti».

Il governo tunisino ha già rappresentato ai vertici europei che alla radice del problema emigrazione c’è soprattutto la grave difficoltà economica che sta attraversando il Paese.

Di qui gli “aiuti” a cui Bruxelles sta pensando per sostenere l’economia locale. La commissaria Johansson ha detto che Bruxelles sta lavorando per organizzare “una rete di aiuti volontari” che saranno dispiegati quest’estate fino a quando non sarà possibile concordare una soluzione UE più permanente sulla condivisione dei migranti, ma “stiamo anche lavorando per bloccare le partenze”.

L’Unione europea “non vede l’ora di collaborare agli investimenti che aiuteranno la Tunisia a riprendersi dalle conseguenze economiche della pandemia … creare nuove opportunità di lavoro, nuove speranze per i giovani”, ha aggiunto la Commissaria. “L’obiettivo è “avere una situazione vantaggiosa per tutti e un approccio globale alla gestione congiunta della migrazione, sia la migrazione legale che la lotta alla migrazione irregolare”.

E le autorità tunisine hanno intanto iniziato a svolgere operazioni di interdizione per bloccare i flussi in partenza. Operazioni del genere sono state svolte anche negli ultimi giorni.

E la ministra Lamorgese ha espresso l’apprezzamento dell’Italia per queste operazioni di interdizione, che hanno consentito di fermare oltre 1.000 migranti irregolari e sequestrare diverse imbarcazioni utilizzate dai trafficanti.

Ma, al centro della cooperazione ci devono essere anche i rimpatri, sui quali il ministro italiano ha chiesto e ottenuto una maggiore flessibilità sulle regole dei rimpatri, che potrebbe passare anche attraverso canali di comunicazione efficienti tra Roma e Tunisi. Per questo Lamorgese ha assicurato la disponibilità dell’Italia ad attivare da subito una “linea diretta dedicata” per lo scambio di informazioni sui natanti partiti dalla Tunisia.