Napoli, il Giudizio universale spiegato in terra di Gomorra

Napoli, il Giudizio universale spiegato in terra di Gomorra

18 Maggio 2017 0 Di Pietro Nigro

Il Giudizio universale di Michelangelo illustrato con una performance multimediale al teatro Nest, nel cuore della periferia di Napoli.

Al Nest il Giudizio universale è “multimediale”

Un contesto che è più facile accostare alla Terra di Gomorra che al Giudizio universale di Michelangelo. E’ San Giovanni a Teduccio, alla periferia est di Napoli. E nel cuore di un quartiere alla frontiera di tutto, al teatro Nest, è andata in scena ieri sera una inattesa rappresentazione “multimediale” del celebre affresco michelangiolesco.

La “Fine della Storia“, ideata e portata in scena dal giovane regista calabrese Pasquale Lanzillotti, è stata rappresentata nell’ambito di OltreLaLinea, interessante rassegna di danza contemporanea e altre arti ideata da Rosario Liguori.

Quel che colpisce, nel testo di Lanzillotti, è proprio l’uso disinvolto ed azzardato di differenti linguaggi comunicativi.

In scena, la narrazione del più famoso e rivoluzionario affresco della storia dell’arte occidentale. E a sostenerla, un meltin-pot di recitazione a due voci, danza e gigantesche proiezioni elettroniche dell’affresco.

Una contaminazione espressiva, integrata da una indovinata colonna sonora: il Requiem e la Pax aeterna di Gyorgy Ligeti, che solo nel finale cedono il posto alla romantica Ballata numero 1 di Chopin.

E’ da molto tempo che Lanzillotti, promotore della compagnia teatrale Filmas, ha scelto la strada della contaminazione pittorica delle sue performance.

Ci ha già provato due anni fa con il racconto recitato dei quadri di Mattia Preti.

Ora, il testo, che per la seconda volta arriva sulle scene, tocca un tema più popolare, se vogliamo, ma non meno difficile.

Il Giudizio universale di Michelangelo, infatti, fece scalpore e provocò dissidi e polemiche prima ancora di essere abbozzato e dipinto nella Cappella sistina.

E delle diverse interpretazioni che lo hanno accompagnato nei secoli dà conto en passant il testo di Lanzillotti.

“Non ho voluto azzardare quelle più controverse – dirà poi l’autore – perché non mi interessa provocare, quanto piuttosto ispirare e stimolare la lettura dell’affresco”:

Lettura che viene infatti suggerita dal testo, recitato dallo stesso Lanzillotti e da Giorgia Palombi, forse ancor più brava dell’autore.

Giudizio universale Fine del mondo Palombi

Giorgia Palombi in Fine del mondo, e sullo sfondo uno dei dettagli del Giudizio universale (ph. In24/P. Nigro).

 

Le coreografie danno vita alle angosce del dipinto

Insieme a loro, è poi il bravissimo ballerino Yari Molinari (nella foto) che al momento opportuno si impossessa della scena con coreografie ideate da Ricky Bonavita: più che raccontare, rappresenta plasticamente e con il suo corpo dà vita ai dettagli più salienti dell’affresco.

Un’interpretazione che giustamente celebra l’anatomia del corpo umano glorificata da Michelangelo e coperta dal Braghettone per ordine dei papi.

Giudizio universale, Yari Molinari nella rappresentazione Fine della storia (ph. In24/P. Nigro).

Giudizio universale, Yari Molinari nella rappresentazione Fine della storia (ph. In24/P. Nigro).

Sullo sfondo, una semplice proiezione dell’affresco, grande per quanto permette il fondale a disposizione, curata da Ferdinando Pagliarulo e da Mathias Rat.

Immagini rallentate che dettagliano elettronicamente tutte le ansie e le angosce raffigurate da Michelangelo nel suo dipinto.

Ma anche gli spunti della vita che fiorisce e rifiorisce allorché il Giudizio universale diventa il giorno della seconda e definitiva nascita.

Il risultato di questa contaminazione multimediale è sicuramente interessante, tutto sommato riuscito e meritevole di maggiore attenzione, se e nella misura in cui verrà successivamente riproposto su queste o su altre assi di legno.

Giudizio universale

Gli attori di La fine della storia, performance multimediale del Giudizio universale: da sinistra, Pasquale Lanzillotti, Yary Molinari e Giorgia Palombi (ph. In24/p. Nigro).