Rosatellum, non è un vino è l’ultima schifezza di disegno di legge elettorale

Rosatellum, non è un vino è l’ultima schifezza di disegno di legge elettorale

18 Maggio 2017 0 Di Marino Marquardt

Rosatellum, ovvero l’ultima proposta del capogruppoo Pd alla Camera Ettore Rosato: ibrido come quel vino ibrido creato negli anni ’60.

Legge elettorale, arriva il Rosatellum

Rosatellum, non è un vino è l’ultima schifezza in materia di Legge elettorale.

Il nome evoca quel vino talvolta ibrido la cui materia prima non esiste in natura, quel vino del boom dell’Italia degli anni ’60, al tempo della ricerca di una vie en rose della vita che fin lì era stata piuttosto tragica.

Negli anni ’70 e ’80 la pubblicità di questo vino arrivava nelle case via radio, come la Vecchia Romagna, sponsor di Tutto il calcio minuto per minuto.

Lontane ere geologiche, quando si beveva bianco o rosso. Punto. Freddo, ghiacciato o a temperatura ambiente, il Rosatello non era comunque roba da sacerdoti di Bacco, non era nettare pregiato.

Come il Rosatellum, appunto. Ricordi che riaffiorano ora in seguito all’iniziativa del capogruppo Pd alla Camera, il ragionier Riccardo Ettore Rosato, un anonimo pozzo di scienza triestino.

Rosato da ieri è balzato agli onori della cronaca per aver confezionato un disegno di legge elettorale a misura del suo Capo (il Cafoncello di Rignano sull’Arno) e del suo partito.

E lo ha anche battezzato: “Rosatellum”. Roba tossica soprattutto per i Cinquestelle.

 

Rosatellum, tossico per i Cinquestelle

Cinquestelle incazzatissimi, a sentirli. Ma inutile dire che – anche alla luce delle recenti sconcezze sull’asse Laterina-Rignano – anziché strapparsi le vesti oggi i Pentastellati farebbero meglio a riflettere sulla non volontà di distruggere Matteo Renzi alle Primarie del mese scorso.

Ora se lo godano! E’ stato il secondo regalo dopo quello fatto attraverso il siluramento di Pierluigi Bersani nel 2013.

Atti che passeranno alla storia, atti di cui i Cinquestelle dovranno dar conto.

Detto ciò, tranquilli. Il Rosatellum non passerà perché al Senato – salvo nuovi accordi – mancano i numeri.

Resta il fatto che gli uomini del Cafoncello – dopo mesi di annunci e controannunci di Leggi elettorali – hanno proposto l’ennesima schifezza.

Si giocasse alla luce del sole tra maggioranza e opposizione certe performances non avrebbero diritto di cittadinanza nelle Commissioni parlamentari. Ma tant’è.

 

Intercettazioni, schiaffo a Orfini

Infine da passare agli archivi lo schiaffo del Vecchiaccio distruttore di intercettazioni che lo riguardavano a Matteo Orfini.

Quello della playstation a Palazzo Chigi e del bigliardino alla Festa dell’Unità.

Orfini a proposito della pubblicazione delle intercettazioni tra il Babbo e il Figlio (c’era lo Spirito Santo che ascoltava…) aveva parlato di “attentato alla democrazia”.

Una bella stronzata, non c’è che dire.

E proprio in seguito a questa intemerata del Presidente del Pd l’ex Mangiafuoco del Quirinale aveva bacchettato lo stesso Orfini e quanti altri si lamentano in proposito.

Schiaffi prima della buonanotte.

Ma – bisogna convenire – lo schiaffeggiare il vuoto, il bacchettare l’inesistente rappresentato dall’ex giovane turco convertito al renzianesimo è attività facile facile.

Mi ricorda Don Chisciotte contro i mulini al vento. Troppo facile e per niente rischioso…