Oncologia, la Komen punta sulla musicoterapia

Oncologia, la Komen punta sulla musicoterapia

03 Aprile 2016 0 Di Pietro Nigro

Oncologia e musicoterapia, firmato un accordo triennale di collaborazione tra la Fondazione Susan Komen Italia e l’Accademia Santa Cecilia: obiettivi, formazione e progetti terapeutici a larga scala per donne operate al seno.

Susan Komen punta sulla musicoterapia in oncologia

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Oncologia e musicoterapia, un connubio che in Italia ha già visto numerose esperienze positive: per questo la Fondazione Susan Komen Italia, che da anni finanzia progetti di terapia e di assistenza per donne operate di tumore al seno, tra cui anche la musicoterapia, ha siglato un accordo di collaborazione di tre anni con l’Accademia di Santa Cecilia di Roma Ad annunciarlo, Riccardo Masetti, presidente della Susan Komen, in occasione del convegno internazionale su “La musicoterapia e le sue applicazioni in oncologia”, che si è tenuto il 2 e 3 aprile all’Auditorium di Roma.

In particolare, al termine della due giorni, nel corso della quale si è tenuto anche il concerto dell’Orchestra, con coro e voci bianche diretta da Antonio Pappano dell’Accademia di Santa Cecilia in beneficenza per la Susan KomenMasetti ha anche indicato i possibili contenuti dell’accordo: da un lato un tavolo sul tema della formazione dei musicoterapisti, e dall’altro, il varo di programmi di musicoterapia destinati soprattutto a donne, da svolgere in un’unica cornice scientifica ma in più centri oncologici italiani, al fine di validare i risultati ottenuti su un campione molto significativo di pazienti.

Nell’ambito delle sue attività, la Fondazione Susan Komen Italia ha già finanziato tre progetti di musicoterapia diretti a donne operate di tumore al seno, due svolti nel 2013-14 e nel 2015, uno che partirà a maggio 20 16, organizzati dall’Ospedale San Giovanni di Roma e dall’associazione Domina onlus. Progetti che sono stati ampiamente illustrati nel corso del convegno, insieme a quelli svolti, in vari contesti terapeutici da enti ed istituzioni in varie parti d’Italia.

Con l’accordo con Santa Cecilia, la Susan Komen punta evidentemente ad investire un ancor maggiore impegno nella musicoterapia.

In ambito formativo, la professione di musicoterapista richiede una maggiore qualificazione, sia per meglio rispondere alle esigenze dei pazienti di cui si occupano, sia per adeguarsi alle richieste del sistema legislativo italiano. Ormai è chiaro, come è stato spiegato anche durante il convegno romano, che per esercitare la musicoterapia occorre una formazione professionale, che include competenze musicali, psicologiche e mediche, di non meno di tre anni. Ed i conservatori, come ha detto il presidente della conferenza dei conservatori italiani Paolo Troncon, sono pronti a collaborare, con le loro competenze, e con i corsi già attivati.

Infine, ed è il nocciolo della collaborazione, l’utilizzo della musicoterapia in vari trattamenti sanitari e soprattutto in ambito oncologico. La due giorni del convegno, tra l’altro, ha permesso una ricognizione a largo raggio dei vari aspetti della musicoterapia, attiva o recettiva, e di molti progetti svolti in varie parti d’Italia. Una vasta gamma di esperienze che possono concorrere ad ispirare la definizione di un progetto complessivo, unico ma policentrico, per sperimentare a largo raggio la musicoterapia in ambito oncologico, soprattutto nel tumore al seno, a cui la Fondazione Susan Komen potrebbe dare sostegno.