Patto nazionale per Fascicolo sanitario elettronico interoperabile

08 Agosto 2019 0 Di Vittorio Zenardi

Il Fascicolo sanitario elettronico, attualmente diviso tra le venti regioni, deve essere reso accessibile e “interoperabile” a tutti i miedici d’italia.

AIDR: Competenze e professionalità per un FSE da regionale a nazionale

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) oltre ad avere un ruolo centrale nel Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per garantire la salute e il benessere dei cittadini, costituisce l’elemento unificante del patrimonio informativo sanitario di ciascun assistito, tra sistema sanitario regionale (SSR) e SSN.

“Il Fascicolo – sottolinea Andrea Bisciglia, cardiologo e responsabile dell’Osservatorio Sanità digitale di Aidr – è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita socio-sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. È un insieme di dati e documenti. Tra questi, alcuni sono – per legge – obbligatori e fanno parte del cosiddetto ‘nucleo minimo’, altri sono, invece, facoltativi, quali prescrizioni, prenotazioni, cartelle cliniche, etc. In coerenza con gli obiettivi che la Pubblica Amministrazione (centrale e locale) intende perseguire, in molte realtà regionali – riferisce – sono già stati predisposti componenti tecnologici primari per digitalizzare la documentazione clinica e sviluppare servizi già oggi disponibili”.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre 2015 n. 178 stabilisce che “Ciascuna regione e provincia autonoma deve istituire il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) attraverso una infrastruttura tecnologica capace di interoperare con le altre soluzioni regionali di FSE, esponendo opportuni servizi che consentono la realizzazione di una serie di processi interregionali”.

“Fatti fermi questi punti, la vera forza che il FSE può assumere – afferma dal canto suo Mauro Nicastri, dell’Agenzia per l’Italia Digitale e presidente di Aidr, Associazione per la Italian Digital Revolution – poter assistere il cittadino – da qualsiasi punto di accesso alle rete di ogni paese del territorio nazionale, conoscendo la sua storia clinica, ogni eventuale ricovero ospedaliero o accesso ambulatoriale -, al fine di avere istantaneamente tutti i dati socio-sanitari, evitando lungaggini e inutili perdite di tempo e denaro”.

La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto la Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità

Nella Legge di Bilancio del 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232 pubblicata nella GU n. 297 del 21 dicembre 2016), per semplificare l’interoperabilità dei sistemi regionali di FSE, è stata introdotta l’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilitàla cui progettazione è a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale, in accordo con il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con le regioni e le province autonome, la cui realizzazione è curata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“A oggi, tale interoperabilità, che in teoria dovrebbe essere garantita, di fatto non esiste, i dati ufficiali a disposizione del MEF non sono ancora utili per garantire la suddetta assistenza socio-sanitaria su scala nazionale. Insieme ai rappresentanti di associazioni di pazienti, associazioni d’impresa, della ricerca e sviluppo e del mondo del lavoro e delle professioni – rimarcano Nicastri e Bisciglia – solleciteremo le istituzioni per poter offrire competenze e professionalità al fine di rendere quanto prima un sogno realtà”.