Pd, il Rottamatore annuncia dimissioni postdatate e vomita sciocchezze

Pd, il Rottamatore annuncia dimissioni postdatate e vomita sciocchezze

05 Marzo 2018 0 Di Marino Marquardt

Analisi del voto infarcita di sciocchezze quella del Rottamatore Matteo Renzi che annuncia dimissioni postdatate da segretario del Pd.

Il Rottamatore annuncia dimissioni postdatate e vomita schiocchezze

Si è inventato le dimissioni postdatate e ha annunciato di andarsene vomitando sciocchezze, recriminando sulla mancata approvazione referendaria della Riforma costituzionale e prendendosela col Rosatellum, la legge elettorale da lui stesso approvata e fatta approvare. Nessuna analisi del voto.

Difficilmente immaginabile una uscita di scena più meschina, una uscita rivelatrice del modestissimo spessore intellettuale e culturale del personaggio.

La sfrontatezza e l’arroganza sono del resto i suoi marchi di fabbrica.

Si dimette ma non lascia subito Matteo Renzi. Vuole continuare a dare le carte in occasione dell’insediamento del nuovo Parlamento.

Segretario dimissionario e senza più potere, vuole lui gestire le consultazioni.

Una sfida e una provocazione che potrebbero finire con il fare allungare a dismisura i tempi per la formazione del nuovo governo. E poco importa se sarà il Paese a pagarne le conseguenze.

Roba da vergognarsi. Ma il Ragazzo di Rignano non conosce la vergogna.

Forse è fuori di testa in seguito alla botta ricevuta. Non una parola di autocritica. Spettacolo di infinita tristezza. Quando gli amici e compagni decideranno di accompagnarlo alla porta sarà sempre tardi…

Troppo pesante il flop, doverose le dimissioni da segretario Pd

Matteo Renzi non è riuscito neanche a concretizzare il sogno di dare vita al primo gruppo parlamentare. Troppo deboli e troppo esangui i Nanetti con i quali si era alleato.

Scaricato da tutti, l’ex Capo Scout si ritrova soltanto con i reduci dell’ormai appassito Giglio Magico, gli intimi Luca Lotti e Madonnina Etruria. Visti i chiari di luna i tre potrebbero sostenersi reciprocamente dando vita in Senato a un microgruppo di mutua assistenza.

In tanti a spingerlo a lasciare la prima poltrona del Nazareno. Un pressing asfissiante fino alla resa dell’ex ammaccato Rottamatore.

Quando si dice vatti a fidare degli amici…

Nel Nazareno è ressa, intanto, nello scendere precipitosamente dal carro renziano.

Solo e pensoso, il Giovanotto è riuscito a rompere e a farsi scappare dalle mani anche il “suo” Pd, il giocattolo che stava forgiando a propria immagine e somiglianza.

Ultimo scivolone da segretario quello di non aver saputo blindare le elezioni dei ministri Dario Franceschini e Marco Minniti.

Disattenzioni che – c’è da scommettere – l’ex premier finirà col pagare care nei giorni a venire. Indubbiamente con le sue scelte e con le sue parole ha posto una mina all’interno del Pd. E potrebbe esplodere da un momento all’altro.

Detto ciò, potrà consolarsi con la poltrona in Senato, il Rottamatore rottamato.

Una sistemazione che gli consentirà di sbarcare agevolmente il lunario con i soldi dei contribuenti. Magra ma pur sempre appetitosa consolazione.

Renzi c’est fini, insomma, nonostante la voglia di voler restare in campo.