People Mover: nuova frontiera del trasporto pubblico o “metropolitana” monca?

People Mover: nuova frontiera del trasporto pubblico o “metropolitana” monca?

18 Febbraio 2017 0 Di Enrico Zini

Pisa, si avvicina l’inaugurazione del People mover, costato 71 milioni di euro. Ma restano i dubbi sul volume di passeggeri e sui vantaggi per la collettività.

People mover, si avvicina l’inaugurazione

A Pisa si stanno ultimando le ultime prove prima dell’entrata in funzione del People Mover, la navetta senza conducente, con tecnologia a fune, che collegherà l’aeroporto alla stazione.

All’inaugurazione, oltre a membri della Commissione Europea ci sarà anche il presidente della regione Enrico Rossi e il ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

La navetta, percorrendo un tracciato di 1,8 km, compresa la fermata intermedia al parcheggio scambiatore da 1500 posti auto di Pisa Sud, impiegherà dai 5 agli 8 minuti per arrivare a destinazione e porterà dai 100 ai 200 passeggeri.

Come ha spiegato l’assessore Giuseppe Forte all’assemblea pubblica tenutasi lunedì 6 febbraio presso i locali del CTP4 (il consiglio territoriale di partecipazione dei quartieri San Giusto e San Marco), questo progetto consentirà non solo di migliorare l’accessibilità ferroviaria del Galilei rispetto alle principali città toscane e all’Italia centro-settentrionale ma anche di ridurre l’accesso dei mezzi privati in città, specialmente quelli che arrivano dall’Aurelia e dalla FI-PI-LI.

Ai loro conducenti converrà infatti lasciare la macchina ai parcheggi tutto il giorno e prendere la navetta a soli 2, 50 euro e arrivare in centro o all’ospedale di Cisanello, attraverso un sistema integrato parcheggi scambiatori – people mover – stazione autobus Sesta Porta- servito da un sistema di trasporto pubblico locale ad alta frequenza.

Per tutti gli altri il People Mover avrà un costo di 2,70 nei giorni feriali e 1,20 la domenica e i festivi. Quest’ultima tariffazione sarà anche applicata ai residenti.

 

People mover, l’incognita: due milioni di passeggeri

Nonostante la maggiore frequenza delle corse (ogni 5 minuti) del nuovo mezzo, la cittadinanza dei quartieri coinvolti nel progetto ha espresso i propri dubbi per quanto riguarda la soppressione del tratto aeroporto-stazione della Lam Rossa, molto utilizzata dagli abitanti, specialmente dagli anziani.

La linea, infatti, collega San Giusto e San Marco, al duomo e all’ospedale Santa Chiara. L’assessore Forte ha assicurato che l’amministrazione garantirà comunque quel servizio rafforzando le linee 5 e 2 in modo da non lasciare scoperte le zone.

Un altro motivo di preoccupazione segnalato dai consiglieri CTP Santero (Movimento 5 Stelle), Conzadori (In Lista per Pisa) e Zini (Sinistra Italiana) riguarda la sostenibilità del piano finanziario.

Il People mover, infatti, costata 71 milioni, è stata finanziata per la maggior parte (50 milioni di euro) da privati che in cambio la gestiranno per i prossimi 36 anni per rientrare delle spese.

Questo rientro è stato calcolato su un utilizzo della navetta da parte di 2 milioni di passeggeri l’anno sulla base di una previsione di crescita del traffico aeroportuale fino a 7,5 milioni di utenti l’anno.

L’eventuale costruzione della pista di 2.400 metri nel vicino aeroporto di Peretola potrebbe portare a un drastico ridimensionamento di queste previsioni.

In questo caso, temono i tre consiglieri, a pagare per il mancato guadagno non sarà l’impresa ma la cittadinanza.

L’amministratore unico Fabrizio Cerri, a riguardo, ha dovuto ammettere di essere anche lui preoccupato per la sostenibilità del Piano economico finanziario nell’eventualità di uno sviluppo dell’aeroporto inferiore alle proiezioni.

Ha, però, ricordato che la vecchia navetta ferroviaria portava quasi un milione di passeggeri. Un altro milione, secondo lo studio trasportistico approvato dalla Commissione Europea, deriverebbe dall’abbandono del trasporto su gomma in favore di quello su rotaia da parte dei pendolari. Per facilitare quest’ultimo processo il costo dei parcheggi in centro per i non residenti sarà aumentato del 25%.

Infine, il dottor Cerri ha fatto presente che il percorso per la costruzione della nuova pista di Peretola si fa di giorno in giorno più complicato. Per il momento la Regione ha mantenuto gli 830 mila euro l’anno che spendeva per la vecchia navetta.

I costi e i vantaggi di quest’opera per la cittadinanza sono ancora tutti da verificare. Certo, se gli obiettivi e le proiezioni ipotizzate dal piano operativo si realizzassero potrebbero esserci delle ricadute positive, ma il percorso non sembra privo di ostacoli.

Sulla pista di Peretola, sia il governo precedente che questo sembrano voler tirare dritto nonostante la sentenza del Tar. Sul migliore collegamento dell’aeroporto Galilei con gli altri centri della Toscana ci sarebbe da sollevare qualche obiezione.

La navetta ferroviaria precedente, che passava ogni mezz’ora, portava 1 milione di passeggeri l’anno e rendeva possibile, almeno in teoria, un collegamento diretto con Firenze che ora lo scalo pisano non ha più.

Per raggiungere il capoluogo toscano, ora devi prendere il People Mover e scendere alla stazione centrale per poi prendere il treno.

Il milione di auto abbandonate in favore della rotaia per ora è una proiezione, una possibilità che potrebbe anche non realizzarsi. Per favorire questo processo, oltre ai disincentivi dell’aumento del costo dei parcheggi, ci vorrebbero gli incentivi di un trasporto pubblico locale (Tpl) altamente funzionante, eventualità, adesso più che mai, difficile da realizzarsi.

Intorno al Tpl, infatti, regna sovrana l’incertezza. La causa è che il Tar ha annullato la maxi gara regionale vinta in un primo tempo da Autolinee Toscana (la società controllata dal colosso francese Ratp). Una vicenda destinata a non risolversi in tempi brevi perché, secondo i giudici, neanche l’altro contendente Mobit, il consorzio di imprese toscane nel quale c’è anche il Cpt di Pisa, avrebbe i requisiti per vincere la gara.

Come si possa potenziare questa rete senza un gestore con piene capacità operative è un mistero. Se le ipotesi di lavoro del progetto non si realizzassero, tutto quello che avremmo guadagnato sarà stato un risparmio di circa 10 minuti nel percorso Aeroporto – stazione.

Prendendo la Lam Rossa che collegava i due punti (con fermate intermedie che favorivano gli abitanti di San Marco-San Giusto) si impiegavano dai 17 ai 21 minuti tra l’aspettare il mezzo e arrivare a destinazione. Il People Mover impiegherebbe, in tutto, tra i 10 e 13 minuti. Un risparmio di una manciata di minuti costato 71 milioni di euro.