Morti sospette all’ospedale di Piombino, la Procura rinuncia all’arresto dell’infermiera

Morti sospette all’ospedale di Piombino, la Procura rinuncia all’arresto dell’infermiera

10 Marzo 2017 0 Di Miranda Parrini

Ospedale di Piombino, la Procura di Livorno chiede la revoca dell’arresto per l’infermiera accusata della morte di 13 pazienti e arrestata l’anno scorso.

Infermiera di Piombino, la Procura rinuncia all’arresto

Resta indagata ma non rischia di tornare in carcere Fausta Bonino, l’infermiera dell’ospedale di Piombino arrestata il 20 marzo dell’anno scorso perché accusata di aver provocato la morte di 13 pazienti. La procura di Livorno, che tuttora continua a sospettare la donna, ha però chiesto al Gip di revocare gli arresti perché sarebbero venute meno le esigenze di custodia cautelare.

All’arresto della donna, avvenuto al rientro da un viaggio a Parigi, si è arrivati dopo le indagini condotte dai Carabinieri del Noe su una serie di morti sospette avvenute nell’ospedale.

In particolare Fausta Bonino è stata arrestata con l’accusa di aver causato la morte di diversi pazienti nel reparto di rianimazione dove lavorava: la donna avrebbe somministrato dosi letali di eparina alle persone ricoverate, senza che nessuno se ne accorgesse: l’anticoagulante sarebbe finito nelle arterie dei pazienti che non avevano scampo.

Ad attirare i sospetti della Procura il fatto che le morti, tutte di malati non terminali, sono avvenute tra il gennaio 2014 e il settembre 2015, sempre nel reparto di rianimazione di Villa marina dove la donna lavorava, e sempre durante il suo turno di servizio.

La donna è stata poi scarcerata per decisione del Tribunale del Riesame di Firenze il 15 aprile, 21 giorni dopo l’arresto.

Contro quella scarcerazione la Procura ha presentato un ricorso che a settembre è stato accolto dalla Prima sezione penale della Cassazione, che ha annullato quella scarcerazione ed ha richiesto una nuova decisione del Tribunale del Riesame.

Ma la situazione è nel frattempo cambiata, perché gli inquirenti sono adesso in attesa dei risultati delle autopsie sulle salme di otto pazienti deceduti, che sono state riesumate tra dicembre e gennaio e su cui dovranno pronunciarsi gli esperti incaricati delle perizie ematochimiche del sangue dei pazienti.

E il tribunale del Lavoro ha respinto la richiesta della donna di poter rientrare al lavoro.

Per questo il procuratore Ettore Squillace Greco e il sostituto Massimo Mannucci tuttora convinti delle accuse a carico di Fausta Bonino, che resta dunque indagata, hanno però ritenuto che a distanza di quasi un anno siano venute meno le esigenze di custodia cautelare. Di qui la decisione di avanzare la richiesta di revoca degli arresti.