Primarie PD, è lite sui numeri. I soldi possono fotografare la realtà

Primarie PD, è lite sui numeri. I soldi possono fotografare la realtà

03 Maggio 2017 0 Di Marino Marquardt

Primarie Pd, polemiche sull’affluenza ai seggi e sul reale numero dei votanti. “Segui i soldi e troverai l’imbroglio, se c’è”, viene da suggerire.

Primarie Pd, polemiche sui votanti

“Segui i soldi e troverai la mafia”, insegnava Giovanni Falcone. “Segui i soldi e troverai l’imbroglio (se c’è)”, viene da suggerire a quanti nutrono sospetti sul reale numero dei votanti alle Primarie Pd e sulle percentuali attribuite a ciascuno dei tre candidati alla Segreteria.

Per quanto riguarda la reale affluenza ai gazebo, i soldi, infatti, possono fotografare con minimo margine di errore il numero dei votanti. Basta quantificare il bottino realizzato domenica sera al termine delle operazioni di voto e rapportarlo al valore – due euro – dei soldi versati da ciascun volenteroso elettore.

E poco importerebbe se qualcuno avesse lasciato un obolo superiore ai due euro. La generosità di pochi non potrebbe alterare significativamente l’incasso

Fuori i soldi, dunque. Dal loro importo si scoprirà se qualcuno ha barato sui numeri dell’affluenza a queste chiacchierate Primarie Pd.

Polemica comunque sterile, scaturisce dai sospetti di quanti hanno ripreso a litigare su una pura questione di bottega.

Da un punto percentuale o da uno zerovirgola in più o in meno potrebbe infatti valere un posto in lista in più o in meno.

E i contendenti lo sanno bene. Roba da mercato correntizio che non sfiora nemmeno lontanamente i problemi del Paese.

Intanto Ilvo Diamanti ha disegnato un quadro impietoso del partito. Secondo l’analista quattro votanti su 10 erano over 65.

La base invecchia e la sinistra perde quota. Il partito non suscita le attese del 2013 e non trova consensi fuori dai propri confini. Il calo della affluenza anche nelle zone rosse.

 

Al voto, dalle Primarie Pd alle Amministrative di giugno

Dalle Primarie Pd alle Amministrative. Già tra poco più di un mese – a differenza dei numeri ad uso interno delle Primarie – conteranno i voti veri che usciranno dalle urne delle elezioni comunali.

Sarà la prima verifica sulla reale consistenza dell’apparente plebiscito riservato domenica scorsa a Matteo Renzi da amici, parenti, compari e cumparielli.

L’11 giugno si farà sul serio pur tra i probabili condizionamenti dei mammasantissima locali da sempre legati al Potere, a prescindere dalle tinte che, lo colorano.