Primo Maggio, dai cortei ai concertoni ai silenzi di quest’anno. Una occasione per riflettere

Primo Maggio, dai cortei ai concertoni ai silenzi di quest’anno. Una occasione per riflettere

01 Maggio 2020 0 Di Marino Marquardt

Dagli straripanti, festosi e colorati cortei degli Anni ’70 accompagnati dalle note della Storia Operaia, ai Concertoni no stop e senza più anima della Seconda Repubblica, agli angoscianti Silenzi dell’Era Covid.

Tre Flashes di altrettanti momenti storici, tre immagini che propongono altrettante diverse condizioni esistenziali.

Dall’orgoglio operaio dei cortei di una volta al vuoto giovanile attorno ai Concertoni alla disperata Precarietà aggravata dal Flagello spuntato da chissà dove.

Il Primo Maggio di quest’anno fotografa la accresciuta Precarietà delle Fasce Sociali Deboli.

C’è da piangere e nulla da festeggiare, dunque. Neanche in Famiglia o nella Intima Solitudine.

Il deterioramento delle Conquiste Sociali, lo sgretolamento del Welfare, il ridimensionamento dei Diritti dei Lavoratori presenta il conto anche attraverso le devastazioni sociali operate dal Nemico Invisibile che ci costringe a restare in casa.

Uno sfaldamento di Diritti dovuto al ricambio del Ceto politico. Gli ex Portaborse assurti a Ruoli di Primo Piano si sono rivelati non all’altezza dei rispettivi Ex Datori di Lavoro, Politici di Lungo Corso e Navigati quanto basta per tener testa anche alle più violente tempeste.

Da Tina Anselmi, coautrice della Riforma Sanitaria degli Anni ’70 ,alla sempre Starnazzante Assenteista Parlamentare Daniela Santanché. Due donne, due interpretazioni del Ruolo Politico agli antipodi. Non c’è dubbio, anche le Leve dell’altra Metà del Cielo comparse sulla scena della Seconda Repubblica hanno offerto il proprio contributo alla Precarizzazione del Mondo del Lavoro. Per non dire poi degli Avidi Profeti del Liberismo, da Silvio Berlusconi ai Suoi Obbedienti Palafrenieri.

Detto ciò, di fronte ai drammi sociali che si stagliano all’orizzonte del Paese, di fronte alla annunciata crescente disoccupazione, questo è il Primo Maggio in cui si celebra il Lavoro perduto. Condizione – questa – che sarà anche una anticipazione degli sfracelli che compirà l’introduzione delle Intelligenze Artificiali nei Settori della Produzione. Sarà un Mondo con un numero sempre maggiore di Disoccupati. Nel giro di qualche anno – piaccia o non piaccia – il Primo Maggio si trasformerà in Festa dell’Assistenza. Il Pianeta dovrà adottare misure Assistenziali Universali. A meno che Qualcuno non decida di liberare un altro Virus in grado di spazzar via un po’ di Umanità superflua…

Primo Maggio, una occasione per riflettere, dunque.

Occorre rivedere gli Schemi di Vita e di Produzione, occorre stabilire una nuova Scala di Priorità. Sono in sostanza questi gli Imperativi categorici che il Covid19 sta imponendo alla Umanità.

Dalla Sanità, al Trasporto Pubblico, alle Infrastrutture… Dalle Nostre Parti la Pandemia sta indicando l’urgenza di rilanciare il Settore Pubblico dopo averlo negli anni penalizzato a favore di Quello Privato.

Il Liberismo Arraffone della Seconda Repubblica ha finito con lo scardinare uno dei Welfare più avanzati del Pianeta, il Nostro. Ora bisogna ricostruirlo non distraendo più Fondi per allattare il Privato, il Settore che come unica Legge conosce quella del Profitto e che – una volta sazio – delocalizza le Imprese, trasferisce all’Estero le Società e lascia sul lastrico i milioni di Persone che avevano contribuito al suo Ingrasso.

Il Flagello sta spiattellando sotto gli occhi di tutti i Limiti del Liberismo non bilanciato da un forte Pubblico.

Padre di tutte le precarietà economiche ed esistenziali, il Liberismo va tenuto al guinzaglio affinché non morda più. Questo – piaccia o non piaccia – è quanto ci sta ammonendo a fare il Nemico Invisibile.

Infine, se è vero – come dicono – che tutto non sarà più come prima, la Politica metta anche mano alla limitazione dei Poteri delle Regioni. La Babele di questi giorni è stata semplicemente oscena!

Ps. “Sopra le Righe”, è il nuovo spazio che mi offre il privilegio di poter esprimere opinioni personali su fatti non necessariamente legati alla quotidianità. Uno spazio eretico in cui i pareri del sottoscritto talvolta potrebbero non apparire coerenti con la linea editoriale di Italia Notizie 24. Voltaire docet…

Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola. La maiuscola – insomma – funge da sotttolineatura. Chiedo venia a Quelli della Crusca…

01/05/2020   h.08.40