Telefono Azzurro, 1 caso di bullismo al giorno,  in arrivo la guida per difendersi

Telefono Azzurro, 1 caso di bullismo al giorno, in arrivo la guida per difendersi

13 Febbraio 2017 0 Di Francesca Pierpaoli

In occasione del Safer Internet Day 2017, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea, Telefono Azzurro ha presentato il booklet “A prova di bullo” – La Guida per i genitori per informarsi bene e agire al meglio.

Nata grazie al lavoro di ENABLE – un network internazionale che coinvolge diversi paesi, tra cui Belgio, Croazia, Danimarca, Grecia e Regno Unito – questa guida si pone come obiettivi: il comprendere al meglio cos’è il bullismo e riconoscerne i segnali;  permettere a genitori e figli di affrontare insieme le tematiche legate al bullismo e al cyberbullismo; sviluppare un approccio efficace per aiutare chi è vittima di bullismo; garantire a bambini e ragazzi un web sicuro e la possibilità di sviluppare le necessarie competenze sociali ed emotive; lavorare con le scuole per creare un ambiente sicuro per i ragazzi. Il booklet si trova sul sito azzurro.it ed è visionabile di seguito.

[pdf-embedder url=”https://www.italianotizie24.it/wp-content/uploads/2017/02/Bullying_and_your_child_IT.pdf”]

Bullismo, segnalato 1 caso al giorno

Da tempo, infatti, bullismo e cyber bullismo sono fenomeni preoccupanti, che coinvolgono ogni anno un numero sempre più alto di minori.
In riferimento alla sola parte emersa del fenomeno, Telefono Azzurro ha gestito nel 2016 una media di 1 caso al giorno tramite il team di operatori e psicologi operativi 24 ore su 24 alla linea d’ascolto gratuita 1.96.96 e la chat su azzurro.it.
Le segnalazioni di episodi di bullismo e cyberbullismo riguardano il 10% delle richieste di aiuto rivolte a Telefono Azzurro e provengono per la maggior parte dal Nord (il 46%), il 31% dal sud e isole, dal centro il 23%. Addirittura Il 35% degli studenti dichiara di essere stato oggetto di bullismo psicologico a scuola. Anche la sua manifestazione 2.0, il cyber bullismo, è altrettanto impietosa, come rivelano i risultati di un’indagine Doxa condotta dall’Associazione, secondo cui ben il 48% degli intervistati ha paura di incontrare su internet persone che non sono chi dicono di essere; il 41% teme di essere contattato da estranei che chiedono numero di telefono e indirizzo o in generale informazioni personali; il 41% teme di ricevere richieste sessuali da adulti o di essere molestati nelle app di gioco (36%). Il web in generale non viene percepito come un posto sicuro dai più giovani, ma terreno fertile di hate speech  (ogni discorso che incita la violenza o azioni mirate ad umentare il pregiudizio contro categorie di persone) e contenuti offensivi, soprattutto che riguardavano l’orientamento sessuale (23%), la razza (20%) e le caratteristiche fisiche (16%).

#NonStiamoZitti, la campagna social delle star

Il bullismo va combattuto con decisione, come rivela la mobilitazione popolare avvenuta sul web nelle due settimane antecedenti la prima “Giornata Nazionale contro il bullismo” istituita da MIUR, del 7 febbraio scorso. La campagna social #NONSTIAMOZITTI condotta dall’Associazione dei bambini e adolescenti, grazie al supporto dei beniamini dei ragazzi tra cui Francesco Totti e Alvaro Soler, ha raccolto un seguito davvero significativo: quasi 50.000 interazioni sui social, oltre 350.000 visualizzazioni, per circa 20 milioni di utenti raggiunti grazie alle pubblicazioni stampa e le ricondivisioni video: praticamente 1 italiano su 2.
Non Stiamo Zitti è un’importante testimonianza sulla lotta al bullismo, una decisa reazione proveniente direttamente dal basso. Vige uno stato di insofferenza comune nei confronti di una drammatica emergenza sociale dai risvolti potenzialmente drammatici – ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile -. “Mancano una legge e un piano definitivo in grado di produrre interventi immediati. Accanto a questo, occorre valorizzare le azioni preventive e il ruolo degli adulti: far sì, quindi, che i bambini possano crescere accompagnati da genitori e insegnanti e le vittime si sentano libere da vergogna nel denunciare, sostenute, credute e aiutate con molta attenzione, competenza e sensibilità. Nelle scuole, nelle linee di ascolto e nel rapporto quotidiano con bambini e adolescenti respiriamo un bisogno di risposte concrete. E di una necessità diffusa di informazione”.