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Tensioni nucleari tra Usa e Nord Corea, Kim Jong Un non teme le sanzioni

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Usa e Nord Corea Kim Jong Un
Il dittatore della Nord Corea Kim Jong Un Accademia della Difesa nazionale (ph. KCNA).

Sale la tensione tra Usa e Nord Corea: Kim Jong Un è pronto ad affrontare le sanzioni che Trump vuole imporre per ridimensionare la minaccia nucleare di Pyong Yang.

Tensioni nucleari tra Usa e Nord Corea

Cresce la tensione sul filo delle provocazioni al nucleare dopo il braccio di ferro iniziato nelle scorse settimane tra gli Usa e la Corea del Nord. L’amministrazione Trump è seriamente intenzionata ad imporre sanzioni come risposta ai vari missili che Pyongyang ha lanciato nelle scorse settimane verso il Giappone. Ma Kim Jong Un sarebbe pronto a subirle, con il rischio di trovarsi il Paese isolato e tagliato fuori da qualsiasi circuito economico e finanziario internazionale, senza per questo smettere ma anzi imprimendo una bella accelerata al suo programma nucleare.

Ormai il braccio di ferro tra Usa e Nord Corea è iniziato, questo è certo.

L’amministrazione Trump sta riconsiderando il quadro delle contro misure per fronteggiare la minaccia nucleare nord coreana e i suoi provocatori lanci di missili. Risposta che fa proprio sulle sanzioni economiche, oltre che sui sistemi di scudo anti missile che Washington sta vendendo a Corea del Sud e Giappone e che dovrebbero essere operativi entro fine anno.

Di contromisure non si discute ovviamente solo a Washington, perché esse vengono largamente condivise con tutti i Paesi, alleati e non, che hanno rilevanza nell’area, e sono stati certamente l’oggetto principale della visita del segretario di Stato Rex Tillerson a Seul, a Tokio ed anche a Pechino la settimana scorsa.

Ma, almeno per ora, Kim Jong Un non sembra intimorito, anzi. A quanto ha riferito martedì alla Reuters Choe Myong Nam, vice ambasciatore della Corea del Nord alle Nazioni unite di Ginevra, “Kim Jong Un non ha paura delle sanzioni”.

Le sanzioni Usa bloccherebbero in particolare il sistema finanziario intorno alla Corea del Nord, senza che questo, a sentire l’ambasciatore, possa minimamente spaventarli. La Corea, infatti, si ritroverebbe tagliata fuori dai sistemi di pagamento internazionale, ma non cederebbe di un millimetro e non rallenterebbe neanche per un attimo i suoi programmi per sviluppare la sua “capacità di attacco preventivo” e dotarsi di sistemi missilistici balistici intercontinentali.

 

Al momento, secondo gli analisti occidentali, la Corea del nord è considerata certamente in grado di lanciare missili balistici intercontinentali, e lo ha fatto nelle scorse settimane, in direzione del Giappone. Non sarebbe invece in grado di mandarli fino al territorio degli Stati Uniti. E del pari non è chiaro se e quanto armamento nucleare possa caricare su quei missili.

Del resto, secondo il diplomatico nordcoreano, il suo paese vive sotto sanzioni da quarant’anni. Piuttosto, le nuove misure, che Pyongyang giudica atroci e disumane, potrebbero essere pure illegali, in termini di diritto internazionale, ragion per cui la Nord Corea chiederebbe l’istituzione di un consiglio internazionale che giudichi la legittimità delle azioni statunitensi.

A cominciare dalle “manovre” militari in atto in questo momento e che coinvolgono forze Usa e sud coreane, compreso bombardieri con armamento nucleare e perfino il sottomarino atomico  Columbus. Insomma, un dispiegamento di forza che non può essere “difensivo” come sostiene Washington, ma che sarebbe invece offensivo, una forza pronta da un momento all’altro ad invadere la Corea del nord, di fronte alla quale Km Jong Un altro non farebbe che continuare a dotarsi di armi nucleari.