Il terremoto sveglia l’Italia con una scossa 6.5

Il terremoto sveglia l’Italia con una scossa 6.5

30 Ottobre 2016 1 Di Pietro Nigro

Una scossa di terremoto di 6.5 gradi della scala Richter ferisce l’Italia alle 7.41 di oggi. E’ la più forte dal 1980. Una decina i feriti.

Il terremoto sveglia l’Italia

Una violenta, fortissima e lunga scossa di terremoto ha svegliato l’Italia centrale questa mattina alle 7.41 di oggi. La scossa, avvertita in tutto il Paese ed anche in Austria, ha avuto epicentro tra Norcia, Preci e Sant’Angelo e magnitudo stimata dall’Ingv in 6.5 gradi di magnitudo. Si tratta del più forte terremoto verificatosi in Italia dal 1980.

A quanto comunicato dalla Protezione civile, non ci sono vittime, ma si registra una decina di feriti a Norcia, Tolentino e in altri centri, a causa del gran numero di crolli parziali o totali di edifici.

La più forte scossa di terremoto dal 1980

La scossa di terremoto di questa mattina, che dopo varie stime approssimate è stata definitivamente valutata dall’Ingv in 6.5 gradi della scala Richter, è la più forte dal 1980, analoga al terremoto dell’Irpinia e superiore al terremoto del Friuli del 1976.

A pochi minuti di distanza una seconda scossa di magnitudo 5 ha seguito la prima, insieme ad altre scosse di varia intensità. Almeno 4 sono state le scosse superiori a 4.0 nell’ora successiva al primo terremoto.

Secondo gli esperti, non si tratta di scosse di assestamento, ma di terremoti ripetuti, dovuti alla instabilità della faglia, ovvero della linea di rottura che si è creata nel sottosuolo. Inoltre, ogni terremoto può provocare, e spesso provoca ripercussioni anche nei settori geologici limitrofi, con la possibilità che le niee di rottura possano propagarsi ulteriormente.

La faglia si sta progressivamente rompendo in vari punti, tra Accumoli e Norcia, ognuno dei quali provoca una serie di terremoti, più o meno forti. Inoltre, a quanto sembra, ampi settori dell’Appennino colpiti dal sisma si stanno “abbassando”. In alcuni punti si sono registrati abbassamenti del suolo anche di 20 centimetri, con masse e blocchi di materiale geologico che esercitano pressione sugli strati sottostanti.

La situazione, quindi, dal punto di vista geologico è assolutamente instabile, ed è pressoché certo che il fenomeno tellurico proseguirà, anche se non è possibile prevedere né dove esattamente, né quando si potranno verificare nuove scosse.

Si allarga la zona colpita dal terremoto

Il terremoto sta dunque flagellando le stesse zone già colpite ad agosto e nei giorni scorsi, con crolli che vengono segnalati a Norcia, Ussita, Sant’Angelo, Amatrice e tutti gli altri centri già colpiti. Ma l’area colpita si è estesa ai centri vicini. Anche Tolentino ed altri paesi del maceratese hanno subito danni e crolli piuttosto intensi e purtroppo anche alcuni feriti.

Secondo le prime segnalazioni della Protezione civile, si tratta di almeno una decina di persone ferite, di cui una gravemente.

In alcuni casi, diverse persone sono state estratte da sotto le macerie, come le tre persone recuperate a Tolentino e le sei persone salvate a Norcia dopo il crollo di alcuni edifici.

Probabilmente, il bilancio sarebbe stato più tragico se molte persone non avessero lasciato le abitazioni in tutti i paesi colpiti dai precedenti terremoti, quello di agosto e quello dei giorni scorsi. Molte abitazioni crollate, infatti, sono state sgomberate ed erano dunque vuote.

In tutti i centri colpiti, vigili del fuoco, militari e volontari della protezione civile, stanno controllando ogni situazione. In alcuni casi, è scattato l’allarme per recuperare persone colpite dai crolli, anche feriti, che vengono evacuati con gli elicotteri per questione di rapidità. Sono almeno 7 i velivoli impegnati sin da subito nei cieli delle zone colpite sia per i soccorsi che per il monitoraggio.

Moltissimio sono poi i problemi di viabilità. Oltre alla Salaria, chiusa al traffico da diverso tempo, un po’ ovunque si è reso necessario chiudere tratti di strade regionali, provinciali e locali, soprattutto per i crolli e gli smottamenti che le hanno interessate.

Moltissimi sono poi i crolli di edifici segnalati in vari paesi, sia nei centri storici che nelle frazioni periferiche. In alcuni paesi i rispettivi sindaci hanno segnalato crolli, danni o lesioni anche all’80 per cento degli edifici.

E’ il caso di Tolentino, centro in provincia di Macerata con oltre 20 mila abitanti, dove è stato bloccato il centro storico e migliaia di persone si sono riversate in strada anche in preda al panico.

Le autorità cercano di bloccare l’accesso a chiunque alle abitazioni, per il timore dei crolli, che si stanno verificando un po’ ovunque.

Le centinaia di case evacuate impongono poi la necessità di prevedere ed organizzare alloggi, anche di fortuna, per ospitare le migliaia di persone evacuate nei prossimi giorni.