Usa e Corea del Nord, giochi di guerra nel Pacifico con soldati, missili e portaerei

Usa e Corea del Nord, giochi di guerra nel Pacifico con soldati, missili e portaerei

25 Aprile 2017 0 Di Pietro Nigro

Giochi di guerra tra Usa e Corea del Nord: Trump schiera il gruppo portaerei e il sottomarino nucleare, Kim Jong Un ordina esercitazioni a fuoco e lancio di missili.

Usa e Corea del Nord, giochi di guerra

La portaerei Uss Carl Vinson insieme alle navi da battaglia Uss Michael Murphy e Uss Lake Champlain, in navigazione nell’Oceano, indiano e dirette verso la Corea del Nord il 24 aprile (ph. Marina Usa).

Giochi di guerra nel Pacifico tra Usa e Corea del nord, impegnate da settimane in una escalation politico diplomatica ad alta tensione. Donald Trump, che vuole mostrare i muscoli per stemperare le minacce nucleari di Kim Jong Un, sta mandando di fronte alle coste coreane la portaerei Carl Vinson e il suo intero gruppo di navi da battaglia e aerei d’attacco, mentre un sottomarino nucleare, l’Uss Michigan, che è equipaggiato con missili balistici e da crociera Tomahawk,  è stato mandato a far bella mostra di sé nel porto di Busan, in Corea del Sud.

E la Corea del Nord, nel giorno della fondazione delle sue Forze armate, ha risposto schierando l’intero esercito o quasi, sostanzialmente fanteria, artiglieria a lungo raggio e lanciamissili, a fare una esercitazione a fuoco nella regione di Wonsan, sulla costa orientale del paese, sotto gli occhi attenti degli osservatori sud coreani. Esercitazione a cui avrebbe presenziato, secondo l’agenzia di stampa sud coreana Yonhap, lo stesso leader nordcoreano Kim Jong Un.

Nel frattempo, in un editoriale apparso oggi sul maggior quotidiano del paese, Rodong Sinmun, si celebra l’85esimo anniversario della fondazione delle Forze armate, si dice chiaro e tondo che l’esercito popolare è dotato di attrezzature ed armi d’avanguardia, compresi missili balistici caricati su sottomarini e testate nucleari miniaturizzate, e che “non c’è limite alle capacità di attacco dell’Esercito popolare, che è pronto a chiudere una volta per tutte con le provocazioni e il ricatto nucleare americano”.

A loro volta, le Forze armate sud coreane hanno annunciato che la marina sta conducendo una esercitazione congiunta di tiro con le cacciatorpediniere americane nel tratto di mare ad ovest della penisola di Corea, esercitazione a cui si aggiungerà il gruppo da battaglia Usa non appena sarà arrivato in zona.

 

Usa e Corea del nord, trattative a Tokio e all’Onu

E mentre gli eserciti mostrano i muscoli, si muove anche la politica. Gli inviati Usa sono attesi per un ennesimo incontro a tre, previsto questa volta a Tokio, ed a cui partecipano i rappresentanti di Giappone e Corea del Sud.

Al momento, tuttavia, le trattative diplomatiche si svolgono soprattutto sulla linea Tokio – Pechino, dal momento che la Cina da anni “protegge” la Corea del Nord e soprattutto assicura le forniture che permettono alla popolazione nord coreana di sopravvivere.

La Cina, ufficialmente, continua a chiedere a tutte le parti in causa di mantenere la calma. Da ultimo, il portavoce del ministero degli esteri cinese ha comunicato oggi alla stampa che è stato inviato a Tokio il responsabile degli affari per la penisola coreana, e che l’augurio è che “anche il Giappone e tutte le altre parti in causa vogliano collaborare agli sforzi cinesi per promuovere una risoluzione pacifica del problema”.

E’ probabile che i colloqui giapponesi stiano dando qualche frutto, almeno in termini di dialogo e di riconoscimento del ruolo della Cina nella delicata questione. A sottolineare il ruolo cinese, ad esempio, è stato l’inviato di Trump per la politica della Corea del Nord, Joseph Yun.

A sua volta, il delegato del governo giapponese inviato agli incontri trilaterali con Corea e Usa, Kenji Kanasugi, ha dichiarato ufficialmente che il Giappone auspica che la Cina possa svolgere un ruolo concreto per risolvere la crisi in corso, suggerendo che si potrebbe adottare un embargo petrolifero come strumento di pressione sulla Corea del Nord.

A sua volta, il rappresentante della Corea del Sud, Kim Hong-kyun, ha chiesto anche l’intervento della Russia, il cui presidente Vladimir Putin dovrebbe incontrare giovedì il premier giapponese Shinzo Abe, mentre venerdì il Segretario di Stato americano Rex Tillerson dovrebbe presiedere una speciale riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Trump infatti ha ricevuto lunedì alla Casa bianca i 15 ambasciatori dei Paesi presenti nel Consiglio di Sicurezza Onu, tra cui Cina e Russia, ed ha chiesto sanzioni più severe per bloccare l’escalation nucleare e missilistica della Corea del Nord.

 

Che la situazione in Asia sia eccezionalmente grave lo conferma anche una riunione straordinaria di Tillerson con il segretario alla Difesa Jim Mattis, con il direttore del servizio nazionale di intelligence Dan Coats e con il responsabile dei Capi di stato maggiore congiunti delle Forze armate, Joseph Dunford, mentre per la prima volta da tempo domani si dovrebbe tenere una speciale sessione dell’intera assemblea del Senato.