Vertice notturno a Palazzo Chigi, così è se vi pare. Dal vuoto viene fuori una insalata mista di commenti

Vertice notturno a Palazzo Chigi, così è se vi pare. Dal vuoto viene fuori una insalata mista di commenti

11 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

Così è se vi pare, avrebbe commentato Luigi Pirendello dopo la lettura dei titoli delle prime pagine dei giornali di oggi, martedì 11 giugno 2019.

La montagna non partorisce neanche il topolino…

Titoli che fotografano – a seconda dei punti di vista di Editori, Direttori e obbedienti scribacchini – lo stato di salute dell’Esecutivo gialloverde.

Sommari check up dai risultati contrastanti al termine del vertice di ieri sera a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e gli azionisti del Governo Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Opinioni e titoli contraddittori dettati più dalle simpatie delle variegate scuderie editoriali che da valutazioni oggettive sull’atteso vertice che in realtà ha partorito un bel nulla. Titoli da tifosi, insomma, e non da analisti.

Ecco alcuni esempi.

La Verità: “Nuova Giustizia e giù le tasse o è meglio farla finita”, Salvini dixit;

Libero: “Basta con i no o mollo tutto”, Salvini repeatit;

Il Giornale: “Conte-Salvini duello finale”, Di Maio neglectus;

la Repubblica: “Due contro Uno”, Conte imperat;

La Stampa: “Europa, Conte vuole carta bianca”, Conditio sine qua non…

Non c’è che dire, la riunione di ieri ha prodotto il nulla assoluto condito da una bella insalata mista di opinioni.

L’unico dato significativo della serata è la resa di Luigi Di Maio e la relativa consegna del M5s a Matteo Salvini. Con la benedizione di Davide Casaleggio e di Beppe Grillo.

E un Di Maio irrecuperabilmente azzerbinato è l’immagine dell’inizio della fine dell’avventura pentastellata.

In questo scenario fa bene Conte a cercare  di ritagliarsi un proprio ruolo all’ombra del Quirinale

Cinquestelle zombies, Grillo e Casaleggio jr i presunti killer del Movimento…

I Cinquestelle ormai sono ridotti a zombies ad insaputa dei legionari dei clic. E dire che soltanto pochi giorni fa Beppe Grillo e Luigi Di Maio tra gustosi manicaretti e raffinate stoviglie avevano annunciato il rilancio del Movimento. Chiacchiere fondate su castelli in aria per loro natura senza fondamenta. Grillo non appare più credibile né come capo spirituale del M5s né come comico dalla satira ormai spuntata; Di Maio non è adeguato né come capo politico, né come vicepremier, né come Ministro del Lavoro e dello Sviluppo. E’ proprio vero ciò che recita l’antico adagio, dalle rape non si può cavare sangue…

Detto ciò, in assenza di bussola, di Pensiero e di un leader trascinatore i Cinquestelle non hanno alcuna possibilità di risalire la china e di recuperare i perduti consensi. Checché ne dicano Grillo e Casaleggio, fortemente indiziati di essere i veri killer del Movimento. Gli emuli del Conte Ugolino pare stiano facendo il proprio meglio per distruggere la loro Creatura…

Il M5s è finito, un requiem lo archivierà. E a resuscitarlo non potranno essere né il sempre sorridente globe trotter Alessandro Di Battista né il sempre più isolato Roberto Fico. Amen.

11/06/2019   h.08.30