Via D’Amelio, 25 anni dopo l’Italia ricorda Paolo Borsellino

Via D’Amelio, 25 anni dopo l’Italia ricorda Paolo Borsellino

19 Luglio 2017 0 Di Miranda Parrini
A Palermo il ricordo della strage in cui 25 anni fa morirono Paolo Borsellino e 5 agenti di scorta. Mattarella: Troppe incertezze ed errori.

Palermo, 25 anni fa la strage di via D’Amelio

Deve ancora avere una definitiva parola di giustizia la strage di via D’Amelio, a Palermo. Troppe le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verità sulla morte di Paolo Borsellino e di 5 agenti di scorta, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato, sono le parole nel discorso del presidente della repubblica Sergio Mattarella al Csm, nella giornata di commemorazione della tragica morte del magistrato Paolo Borsellino e dei 5 agenti della scorta.

La strage di via D'Amelio a Palermo, in cui morirono Paolo Borsellino e 5 agenti di scorta

La strage di via D’Amelio a Palermo, in cui morirono Paolo Borsellino e 5 agenti di scorta.

Oggi ricorre il 25esimo anniversario della strage mafiosa, su cui ancora non si conosce tutta la verità di quel giorno a Palermo, il 19 luglio 1992, quando un’autobomba esplose uccidendo il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della polizia di Stato che lo scortavano: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina. il giudice viene ucciso 57 giorni dopo la tragica morte del magistrato Giovanni Falcone assassinato dalla mafia nella strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta (Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani).

Paolo Borsellino

Paolo Borsellino

Oggi è il giorno della memoria: a Palermo per tutta la giornata si alterneranno dibattiti e manifestazioni organizzati dall’associazione Agende rosse per ricordare il magistrato, fino alla fiaccolata di questa sera che attraverserà la città. 

Oggi è anche il giorno in cui tornano evidenti i tasselli mancanti per conoscere la verità e i suoi protagonisti, proprio all’alba di oggi 19 luglio 2017 è anche il giorno in cui si tirano le fila della lotta alla mafia.

Nelle notizie di cronaca ci sono ben 34 arresti di mafiosi del clan Brancaccio, tra i quali il boss Pietro Tagliavia ai domiciliari e adesso rimandato in carcere (strage dei Georgofili di Firenze), e un maxisequestro di beni a Totò Riina, boss mafioso di Cosa Nostra.

La cerimonia commemorativa della mattina è stata celebrata a Palermo anche alla presenza del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli e della commissione Antimafia guidata da Rosi Bindi, che tra l’altro ascolterà le testimonianze del superstite della strage Antonio Vullo e della figlia del giudice, Fiammetta Borsellino che consegnerà alla commissione antimafia gli atti processuali dai quali si evincono le manovre per occultare la verità sulla trama di via D’Amelio, che con dolore e amarezza afferma:

“Mio padre fu lasciato solo in vita e dopo. Dovrebbe essere l’intero Paese a sentire il bisogno di una restituzione della verità. Ma sembra un Paese che preferisce nascondere verità inconfessabili”.

La strage di via D'Amelio a Palermo, in cui morirono Paolo Borsellino e 5 agenti di scorta

L’esplosione dell’autobomba a via D’Amelio a Palermo il 19 luglio 1997.

Si annuncia intanto una docufiction televisiva ricostruisce la recente storia nazionale della strage di via d’Amelio, attraverso le testimonianze della famiglia e di rappresentanti dello Stato, con il punto di vista inedito dell’agente Antonio Vullo, unico sopravvissuto alla strage. La trama del film intende focalizzare la consapevolezza storica di come i valori civili che ha incarnato il magistrato Borsellino possano continuare ad essere tenuti vivi nella nostra memoria. Il film è diretto da Francesco Micciché la docufiction è in prima visione su Rai1, mercoledì 19 luglio ore 21,30.