Via Francigena patrimonio dell’umanità, sette regioni lanciano l’appello all’Unesco

Via Francigena patrimonio dell’umanità, sette regioni lanciano l’appello all’Unesco

04 Marzo 2017 0 Di Redazione In24

Via Francigena, sette Regioni candidano la parte italiana del percorso per l’inerimento nella lista del patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Via Francigena patrimonio Unesco

Sette regioni firmano insieme la richiesta di inserire la parte italiana della via Francigena nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Si tratta di Toscana, che fa da capofila al progetto, Lazio, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, le regioni attraversate dalla parte italiana dell’antico percorso che da Canterbury in Inghilterra portava i pellegrini fino a Roma.

La via Francigena, al cui studio e alla cui valorizzazione già si dedica un comitato scientifico internazionale, è stata dichiarata dal Consiglio d’Europa un “itinerario culturale europeo”, insieme all’altro grande itinerario dei pellegrini, quello che portava al Santuario di Compostela detto cammino di San Giacomo.

La richiesta è contenuta in un protocollo di intesa che i rappresentanti delle sette regioni hanno firmato questa mattina a San Miniato, in provincia di Pisa, al termine di una due giorni dedicata proprio a “La via Francigena e i cammini“.

L’impegno è di salvaguardare i tratti superstiti e anche di individuare l’intero percorso della antica via che i pellegrini percorrevano per giungere a Roma, e che ebbe il suo periodo di massimo fulgore nel tardo Medioevo ma inserendoli in una unica strategia di conservazione e valorizzazione.

Strategia che prevede uno sforzo a largo raggio, per fronteggiare varie esigenze e che deve coinvolgere oltre alle regioni anche un gran numero di enti locali interessati.

Da parte sua, la Toscana, che ha già ottenuto dall’Unesco l’iscrizione al patrimonio dell’umanità le Ville e i giardini medicei, farà da capofila al progetto.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino ad oggi e del riconoscimento che anche le altre Regioni partner ci hanno attribuito scegliendo la Toscana come capofila – ha detto l’assessore regionale alla Cultura Monica Barni – Adesso dobbiamo proseguire con determinazione e caparbietà verso il nostro obiettivo, per fare in modo che anche il sistema paesaggistico – culturale della Via Francigena venga riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, così come è avvenuto nel 2013 per le Ville e giardini medicei”.

A tenere le fila del progetto, un Comitato di coordinamento composto da un referente politico ed uno tecnico per ciascuna Regione coinvolta, che con il supporto di una segreteria e dall’Associazione europea delle Vie Francigene.

Il programma di lavoro, che durerà un anno, prevede innanzitutto una analisi preliminare al progetto di candidatura, seguito dalla elaborazione della documentazione necessaria e dalla selezione della tratta della via Francigena che abbia un valore scientifico più adeguato alla candidatura da sottoporre all’Unesco.